Giornal

giovedì 2 settembre 2010

 

 

Economia

Gli industriali ottimisti: prove tecniche di ripresa economica

Nel corso della conferenza stampa di questa mattina sono stati resi noti i risultati della 126esima Indagine Congiunturale Trimestrale, elaborata dall'Ufficio Studi dell'Unione Industriale di Alessandria, che rilevano le previsioni di attività delle imprese associate per il trimestre aprile-giugno 2006.

All'indagine hanno collaborato ottanta aziende manifatturiere associate e i dati emersi sono stati presentati dal Presidente dell'Unione Industriale, Piero Martinotti, e dal Direttore, Fabrizio Riva.

Sulla base dei dati raccolti migliorano le aspettative degli industriali per il trimestre primaverile. Cresce il clima di fiducia verso la ripresa dell’economia, che è agli esordi, e si registrano segnali positivi sul fronte della produzione e degli ordini, totali ed export.

E’ positivo e in rialzo l’indice della produzione, che sale a +14 (era +2 lo scorso trimestre), e crescono gli indici degli ordini totali a +22 (era –5) e degli ordini export a +7 (era –4), e risale anche il dato sull’occupazione a –5 (era –14).

E’ stabile la previsione di ricorso alla cassa integrazione, che è espressa dal 13% degli imprenditori, come tre mesi fa, che si attesta ancora a livelli moderati, e la maggioranza degli intervistati (il 79%) prevede invariata l’occupazione.

Tra le note positive si registra anche il livello elevato del grado di utilizzo degli impianti, che sale al 76% della capacità (era il 74%), e della propensione ad investire (dichiarata dal 59% degli intervistati, contro il 63% di tre mesi fa e il 55% del semestre precedente).

Torna a scendere, intanto, il costo del denaro, e si fissa al 4,97% rispetto al 5,01% del passato trimestre, ma risale il ritardo negli incassi, dichiarato dal 53% degli intervistati (era il 47%).

Per quanto riguarda il costo delle materie prime e dei semilavorati, oltre la metà degli imprenditori (il 58%) prevede che nel prossimo trimestre tale costo aumenterà (erano il 54%), il 42% ritiene che resterà stabile (era il 39% tre mesi fa), mentre nessuno pensa che diminuirà.

E’ sempre elevata la difficoltà di reperimento della manodopera specializzata, e l’indagine la riscontra, in particolare, nelle aree della produzione e della ricerca, con numerose segnalazioni anche dell’area commerciale, e in amministrazione-finanza.

Dati positivi e in rialzo si registrano poi nei principali settori produttivi: il metalmeccanico, il chimico e il gomma-plastica, tutti in crescita per produzione e ordini totali ed export. Sono negativi i dati del settore alimentare, legato a fattori di stagionalità, mentre invece sono in rialzo, e sono positivi per produzione e ordini totali, gli indici del vasto comparto delle “industrie varie”, che comprende grafiche e cartotecniche, tessile e calzature, legno e materiali da costruzione.

“Il trimestre di primavera – ha osservato Piero Martinotti – ci porta quest’anno prove tecniche di ripresa. I dati della nostra indagine sono piuttosto buoni, ma fanno seguito a tanti trimestri di stagnazione, e quindi, da parte nostra, dobbiamo ancora essere prudenti nei giudizi, e siamo obbligati ad attendere che i segnali di ripresa che oggi registriamo siano confermati nei prossimi trimestri.

Il mercato interno italiano è infatti ancora sostanzialmente fermo, non c’è la crescita dei consumi, tuttavia noi cominciamo a sentire i benefici effetti di una ripresa dell’economia che in altri Paesi è già iniziata da qualche mese, negli Stati Uniti e in Europa, e in particolare in Germania”.

Il Direttore dell’Unione Industriale, Fabrizio Riva, ha commentato la tendenza che emerge a livello locale: “Interessanti ed incoraggianti risultano essere i dati previsionali relativi a totale ordini e ordini export, che registrano un valore positivo rispettivamente pari a +22 e +7 con addirittura un +83 per il chimico.

Questo sembra indicare una ritrovata competitività sia interna e sia soprattutto sui mercati esteri, dove la competizione sui prezzi è più serrata.
Un esempio per tutti è quello dei costi energetici, che all’estero sono inferiori del 30/40% rispetto al sistema Italia. In ultima analisi, è giusto e significativo evidenziare come nel 2005 proprio la nostra provincia, secondo i dati Ires (Istituto di ricerche economiche e sociali) della Regione Piemonte, ha fatto registrare un +5,8% di crescita dell’export, seconda solo a Novara (+9%) quando il dato medio regionale è stato pari a +1,3%”.

18/4/2006



 

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