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martedì 9 febbraio 2010

 

 

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A Cambridge in bicicletta? Con rispetto please.

di L.C.

Le tradizioni centenarie costituiscono i pilastri della fama dell'Università di Cambridge. Basti pensare allo stile medievale di quei collegi che aprirono le proprie porte nel 1300 ai primi studenti (maschi). O alle cerimonie di immatricolazione e di laurea che si svolgono indossando le antiche toghe (gowns in inglese), ancora caratterizzate dal tipo di nodi all'altezza della spalla. O ancora, alla classica navigazione del fiume Cam sui punts, tipiche barche larghe e piatte che scorrono ogni giorno lungo il corso d'acqua. L'usanza di muoversi in bicicletta appartiene a queste tradizioni. Cambridge è situata in pianura e la città è organizzata in modo che ogni strada abbia una pista riservata alle biciclette. Spesso, le piste ciclabili sono ottime scorciatoie per raggiungere luoghi diversi attraversando i parchi della città ed evitando il traffico che congestiona il centro all'ora di punta.

L'idea di sfrecciare  con la propria bici da una lezione all'altra attrae molti dei circa 14.000 studenti presenti a Cambridge ogni anno. Per questo motivo, il numero di veicoli è esagerato rispetto alla capacità dei parcheggi cittadini e collegiali, ma sopratutto rispetto alla larghezza delle piste ciclabili. Nonostante l'abbondanza di percorsi riservati, infatti, il traffico di biciclette si concentra intorno alle sedi universitarie. Inoltre, nei cinque minuti che precedono e seguono i cambi di ora, dalle 9 alle 16, il traffico si intensifica notevolmente. Il risultato è che Cambridge detiene il record inglese di incidenti ciclistici. Ciò non sembra scoraggiare gli studenti, che ogni anno vanno alla ricerca della bici a miglior prezzo nei vari mercati e negozi. I college di Cambridge promuovono molte iniziative sulla sicurezza stradale. Nei discorsi di inizio anno accademico, i tutor snocciolano le cifre relative agli incidenti dell'anno precedente. Ogni studente in possesso di una bicicletta deve registrarla presso il proprio collegio e dimostrare di possedere anche un casco. I professori ricordano spesso ai propri studenti di fare attenzione per strada, al termine delle lezioni.

Nonostante le precauzioni a disposizione, il consiglio comunale ha deciso di introdurre un nuovo deterrente: dotare la polizia di fischietti per richiamare i ciclisti indisciplinati. Per quanto ciò possa sembrare banale, i giornali locali hanno accolto questa decisione come una rivoluzione e una giusta misura contro i ciclisti "anti-sociali", come vengono definiti qui. Il fischietto servirà a richiamare chi viaggia sui marciapiedi, contromano o senza protezioni, possibilmente per applicare la sanzione di 30£ (40 euro circa). La decisione è stata anche giustificata presentando le cifre relative all'alto numero di studenti stranieri (circa il 30%) che non sono a conoscenza delle regole stradali in Gran Bretagna. E' buona abitudine inglese accogliere lo straniero, ma fargli capire che le regole di questo paese devono essere rispettate. E da oggi, nessuno potrà più utilizzare come scusa "mi fischiano le orecchie".

Cycling in Cambridge? Respect, please.

The University of Cambridge is well known thanks to its centenary traditions. Just think of its colleges' medieval style, opening their gates to the first (male) students in the XIV century. Or think of the matriculation and graduation ceremonies in which students have to wear the ancient gowns, still defined by the knot right next to the shoulder. How about the classical punting activity, on the flat and large boats running every day along the river? Cycling around Cambridge is part of these traditions. Cambridge is in the middle of a flat area and the city is designed so that each street has a cycling path. Cycling paths are often great shortcuts to reach different places trough the city parks, avoiding the intense traffic of the rush hours.  

Riding your own bike from one lecture to the other is an attractive idea for most of the 14.000 students living in Cambridge each year. This is why the number of vehicles is far larger than the city and colleges' parking slots, and even more so compared to the width of most paths. Despite the high number of reserved lanes, in fact, traffic is concentrated around the University departments. Moreover, it is very intense around the change of classes time, between 9am and 4pm. As a result, Cambridge has the highest number of cycling accidents in England. This doesn't seem to discourage students, who look for the best deal in markets and shops at the beginning of each year. Many colleges in Cambridge promote initiatives on road safety. At the beginning of the academic year, tutors deliver statistics concerning the accidents occurred the year before. In student who owns a bike has to register it at his own college and show that he has got a helmet. Professors often remind their students to pay attention when leaving their lectures.

Notwithstanding these precautionary measures, the city council has introduced a new deterrent: police officers have been given whistles in order to stop illegal cyclists. Although this may seem obvious, local newspapers have supported this decision and named it a 'revolution' and a good measure against 'anti-social' cyclists. Whistles will be there for those who ride on sidewalks, the wrong way or without protections, possibly in order to apply the 30£ fine. The decision has also been supported by showing the numbers concerning the high number of foreign students in Cambridge (around 30%) who 'are not aware of the road rules in the UK'. It is a good British custom that of welcoming the stranger, but make him understand that the country's rule have to be respected. Whistles will work against any possible excuses.

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