Giornal

martedì 9 febbraio 2010

 

 

Ciak

Four Brothers - La famiglia non si tocca

di N. G.

Recensione
Detroit. I fratellastri Mercer di dubbia reputazione, due bianchi –Bobby (Mark Wahlberg), ex campione di pesi massimi ed ex galeotto, sempre pronto a menar le mani, e Jack (Garrett Hedlund), il più giovane, casinaro di 1° classe e rockettaro di 3° categoria- e due neri –Angel (Tyrese Gibson), ex truffatore e ora marine, e Jeremiah (André ‘3000’ Benjamin), operaio edile onesto e sindacalista con tanto di famiglia al seguito-, si ritrovano al funerale della madre adottiva bianca Evelyn (Fionnula Flanagan), ex hippy altruista, uccisa nel suo negozio di alimentari durante una rapina da due balordi di colore. Decidono di seppellire la madre… e i suoi assassini. Disobbedendo agli ordini della polizia, i quattro cominciano a girare per il loro vecchio e malfamato quartiere alla ricerca della mente che ritengono stia dietro al brutale assassinio. Faranno luce su un verminaio di poliziotti corrotti, malavitosi e politici dalle mani poco pulite, e lungo la strada scopriranno che sono uniti da qualcosa di ben più forte dei legami di sangue.
Pur non citando la pellicola ispiratrice (“I quattro figli di Katie Elder” di Henry Hathaway, 1965), il 48enne afroamericano John Singleton (“2 Fast 2 Furious”, “Baby Boy – Una vita violenta”, “Shaft”, “L’università dell’odio”, “Boyz’n the Hood”) dichiarò nel 2000 al Festival di Venezia (fuori concorso) il suo vecchio amore per il cinema dei cappelloni. Questo suo western metropolitano, sceneggiato da David Elliott e Paul Lovett, è impregnato di connotati etnici e di funzionali contributi musicali (compresi i cantanti rap Tyrese Gibson e André ‘3000’ Benjamin come attori) e ha nell’atmosfera da ghetto di una livida e innevata Detroit (trovata e reinventata nella canadese Toronto) uno dei suoi pregi, insieme con l’efficace caratterizzazione di ‘perdenti’ dei quattro vendicatori. Almeno 2 sequenze da segnalare: l’uccisione automobilistica dei due assassini e l’incontro nella neve con il capobanda Victor Sweet (Chiwetel Ejiofor). Muscolare, arrabbiato, un po’ ripetitivo. Wahlberg (“Max Payne”, “E venne il giorno”, “The Departed – Il Bene e il Male”, “Shooter”, “Imbattibile”, “The Italian Job”, “The Truth about Charlie”, “Planet of the Apes – Il pianeta delle scimmie”, “Three Kings”, “The Big Hit – Il Grande Colpo”), con tricipiti esplosivi, barba di 2 giorni, capelli unti, parlata sporca e collanina per il rosario al seguito, riesce a dipingere un gaglioffo duro e cattivo –ma dal cuore d’oro- formidabile.

SuonoStrano
Si respira pura aria da blaxpoitation in questo action frenetico, forse merito anche di David Arnold (“007 – Quantum of Solace”), supportato dalle musiche addizionali dell’esordiente Nicholas Dood e di un Edward Shearmur (“Cruel Intentions”, “Jakob il bugiardo”) un po’ sottotono, e una volta tanto sembra di non essere di fronte al solito black movie ambientato nella solita degradata metropoli, tutto insulti, buoni sentimenti, proiettili che svolazzano e fittizi sogni di celebrità. Ad aprire le danze sono i Jefferson Airplane con “Somebody to love”, uno dei loro brani più belli, poi si susseguono, a cavallo tra i generi di ieri ed oggi, Marvin Gaye (“Trouble Man”, “ ‘T’ plays it cool”, “Inner City Blues/ Make me wanna holler”, “Cleo’s apartment”), i Temptations (“I wish it would rain”, “Cloud nine”, “Take a look around”, “Papa was a rolling stone”), i Jackson 5 (“Dancing Machine”), Lil John & The East Side Boys con Lil’Scrappy (“What u gon’do”), i Four Tops (“Shake me, wake me/ When it’s over”), i Porcupine Tree (“Shallow”), i Subway to Venus (“Get back”), gli EastSide Chedda Boyz (“Oh Boy”), Ed Rush & George Cromarty (“Plastic Jesus”), Blade Icewood (“Ride Out”), Mycale (“Got that fire”), 2XL (“Dum Da Dum”), Kanye West (“Jesus walks”), The Co-Stars (“In the Thick”, “After Dark”), Spooky & The Chunk (“Motown Flava”), Grover Washington jr. (“Knucklehead”), The Undisputed Truth (“Smiling faces sometimes”) e Willie Hutch (“Brother’s gonna work it out”). “World gonna end” è composta e suonata da Josh Rifkin, Ben Levine, Chris Steele e Dave Hermann.

Paese
: U.S.A.

Anno
: 2005

Durata
: 109’

Genere
: Azione

Regia
: John Singleton

Cast
: Mark Wahlberg, Tyrese Gibson, André ‘3000’ Benjamin, Garrett Hedlund, Terrence Howard, Chiwetel Ejiofor, Josh Charles, Fionnula Flanagan, Barry Shabaka-Henley, Sofia Vergara, Taraji P. Henson, Jernard Burks, Kenneth Welsh, Tony Nappo, Shawn Singleton, Reiya West Downs, Riele West Downs, Lyriq Bent, Richard Chevolleau, Awaovieyi Agie, Shomari Downer, Mpho Koaho, Costin Manu, Kevin Duhaney, Pablo Silveira, Robert Thomas, Brad Borbridge

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