Giornal

mercoledì 17 settembre 2014

 

 

Ciak

Spagna: venduto dal padre, viene allevato per 12 anni da una lupa

Il Mowgli del nuovo millennio: la storia di Marcos, "bambino lupo"

di G.B.

Arriva dalla Spagna la notizia di un "bambino lupo", adottato per 12 anni da un branco. E' la storia vera di Marcos Rodriguez Pantoja, oggi 64enne che vive in un piccolo paesino della Galizia, che dall'età di 7 anni, fino ai 19 è cresciuto come Mowgli, il protagonista del libro della giungla: capelli lunghi fino alla cintura, pelle scura per il sole e la sporcizia, vestito di pelli di cervi e con calli su mani e piedi per la postura curva, propria degli animali.

La sua storia ha inizio negli anni '50, in piena dittatura franchista, in un territorio montuoso, tra boschi e fiumi, tra Siviglia e Cordova. Terzogenito di una famiglia di boscaioli, "el nino-lobo" viveva nella miseria e, ancora molto piccolo, perse la madre. Il padre si risposò, ma la frustazione e la rabbia della matrigna del piccolo Marcos per la fame e per la condizione di povertà in cui versava la famiglia, portò la donna a decidere, insieme al marito, di "vendere" il bambino ad un pastore. La drammatica storia del piccolo spagnolo prosegue con la repentina ed inaspettata morte del pastore-papà, che lascia Marcos completamente solo e impaurito.

Qui inizia la parte avvincente, il racconto straordinario di questa insolita vicenda: "rimasto solo- racconta Marcos- mi sono rifugiato nel bosco, perchè non volevo incontrare uomini, per paura che mi riportassero dalla mia vecchia famiglia, dalla mia matrigna. Il primo incontro con i lupi avvenne di sera, all'interno di una grotta che era piena di lupetti a cui rubai un pezzo di carne per la fame". E prosegue: " quando tornò mamma lupa, mi vide, si accorse che avevo sottratto del cibo ai suoi cuccioli e mi spinse con una zampata contro la roccia. Poi però mi riguardò negli occhi e mi avvicinò altra carne che aveva appena cacciato. Fu lì che capii di essere diventato parte della famiglia".

La storia è certamente curiosa. Ma l'incredulità che può suscitare leggendola, è stata subito "smentita" dalla dott.ssa Daniela Pastorino, della Clinica Veterinaria di C.so Monferrato ad Alessandria, che interpellata sulla vicenda ha commentato: " non è una cosa così strana, ne tanto meno impossibile da credere sotto un aspetto biologico". Come ci ha spiegato, in termini più tecnici, " il bambino non viene riconosciuto dalla mamma lupa per la specie cui appartiene, ma in base al processo di imprinting, che risale agli studi effettuati da Darwin sulle speci animali". In base a questo processo di apprendimento, la mamma lupa ha riconosciuto il bambino come cucciolo, in mezzo agli altri lupetti, probabilmente spinta anche dall'istinto materno ancora molto forte. "Il lupo femmina- ci siega la dott.ssa Pastorino-, così come le cagne, quando sono in calore o sono nella fase dell'allattamento, hanno una forte concentrazione di progesterone, l'ormone femminile, che accentua il senso di maternità e di protezione che deve dare ai propri cuccioli". Questo potrebbe perciò essere avvenuto anche per Marcos, che si è trovato nella grotta con i lupetti ed è stato riconosciuto come "figlio" dalla mamma lupa.

La particolarità della vicenda è stata presa come spunto per la realizzazione di un film del regista, quasi sconosciuto,  Gerardo Olivares che approderà sugli schermi spagnoli per il prossimo Natale: "Entre lobos", cioè "Tra i lupi" sarà il titolo.

1/6/2010

 



 

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