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Polliotto: Paesi esteri vincono la ricerca grazie a intelligenze italiane
di eb
Gli indicatori economici in mano agli esperti di Finpiemonte non sono belli e anche se il braccio strategico della Regione ha erogato nel 2010 circa 400 milioni alle imprese per reagire alla crisi, questa permane e morsica.
"Bisogna andare là dove c'è la domanda" è il suggerimento del dr.Feira Presidemte di Finpiemonte che sabato a Torino ha tracciato alcune linee su invito del Consigliere Comunale Tronzano.
"Andare sui mercati internazionali, non soltanto quello europeo." prosegue Feira e infatti l'unico dato regionale positivo è quello dell'Export.
Patrizia Polliotto della Fondazione San Paolo ribadisce che è meglio guardare oltre il vecchio continente perchè " In Europa noi arricchiamo ancor più i Paesi più ricchi e continuiamo a perdere posizioni. All'estero vinciamo e quando vincono i paesi stranieri nella ricerca spesso lo fanno con i nostri ricercatori italiani". Siamo proprio di fronte a quella emigrazione intellettuale che ci ha testimoniato la giovane Elisa Cerrato che è in Cina a lavorare per un'azienda di Como. Cina e Israele sono due esempi di grande sviluppo, pensate che Israele ha avuto in questi anni la più grande concentrazione di aziende in sturt up.
"Oggi il nostro territorio soffre della mancanza di consumo di prodotti" dice Gianni Di Donato dell'API Torino e tutti noi sappiamo che se non c'è reddito come fa ad esserci consumo?
Ma le imprese soffrono anche di un cuneo fiscale importante. All'estero l'Italia fa bella figura come nel caso della AutoLib che dal settembre 2011 ad oggi ha prodotto e piazzato 1750 autovetture elettriche. L'azienda di Paolo Forneris, 38 anni, sposato, una bimba di 4 anni, da lavoro a circa 200 persone in Italia ma vende a Parigi. E' la capitale europea forse più "smart city" di altre e ha in città 600 punti di ricarica per l'auto del futuro."Portiamo nel mondo quello che sappiamo fare" dice il giovane Maurizio Scandurra e "fermiamo le iniquità di Equitalia e del fisco impazzito" e l'applauso sorge spontaneo dalla sala. Poi un sussulto di orgoglio italiano in sala quando Tronzano ricorda che nel mondo il Made in Italy è terzo per notorietà solo dopo Coca Cola e Visa ma una imprenditrice realista come la Signora Orsini dice che non si incentivano nuove imprese con le finzioni "perchè proporre di aprire una società con 1 euro vuol dire andare in dissesto dopo un caffè e in fallimento dopo 2 tazzine al bar".
15/10/2012
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