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Prodi ad Alessandria critico sul patto di stabilità
di Piero Archenti
Teatro comunale affollato, ieri sera, per ascoltare Romano Prodi affiancato sul palco dalla candidata alla presidenza della regione Piemonte, Mercedes Bresso.
Gli onori di casa, manco a dirlo, il “peso massimo” del centrosinistra, l’ex Presidente della Provincia, Fabrizio Palenzona, sul palco con l’attuale vice Presidente della Provincia, Daniele Borioli.
Il parterre era tutto occupato da sindaci, consiglieri comunali e provinciali e uomini politici che si riconoscono nella coalizione di centrosinistra.
“Subito il piano sanitario – ha dichiarato la Bresso nel suo intervento sottolineando i problemi della regione – subito una legge per garantire il diritto allo studio”.
Ribadito inoltre che il problema occupazionale è tutt’altro che risolto -“Oggi è possibile trovare soltanto lavori precari cosa che preclude ai giovani la possibilità di programmare il futuro”.
Quindi è stata la volta dell’intervento di Prodi - “Si dovrebbe lavorare insieme, anche quando il Comune è di un colore e la Regione di un altro, non si va ad una inaugurazione in una città senza chiamare il sindaco ad intervenire”.
Il richiamo era rivolto al Presidente della Regione, Enzo Ghigo, che in mattinata si era recato ad inaugurare la sede della Protezione Civile regionale in Alessandria senza avvisare il Sindaco della città che ospita questa importante realtà, né l'Amministrazione Provinciale. Uno sgarbo segnalato dal sindaco Mara Scagni nel suo intervento.
Evidenziata da Prodi, l’importanza di linee di comunicazione per le merci in arrivo dall’Asia e dal canale di Suez verso il mezzogiorno e cita Gioia Tauro e Taranto – “perché Rotterdam non è mica forte perché è Rotterdam, ma perchè c’è Rotterdam, Le Havre, Amburgo, e perché ci sono questi porti collegati fra loro. Ecco noi abbiamo questa grande prospettiva” - e continua sollecitando ad avere una visione meno provinciale di quella fin qui avuta – “accettando questa sfida il Paese può veramente cambiare, noi non possiamo accontentarci di essere il 25esimo Paese per crescita, sui 25 che compongono l’Unione Europea”.
Sul Patto di Stabilità correttivo, il cosiddetto Patto bis – “ è stata una cosa veramente incredibile non riconoscere il lavoro fatto dalla Commissione, ha inventato (Berlusconi, n.d.r.) una serie di affermazioni che non hanno nessun senso delle realtà. Le modifiche fatte sono le stesse modifiche su cui io avevo lavorato. Non si possono stravolgere alcuni fatti fondamentali. I comportamenti dei Paesi devono essere virtuosi. Le decisioni prese consentono qualche correzione, ma per una periodo di tempo limitato, come io avevo proposto, ma ben difficilmente l’Italia potrà utilizzare questa possibilità perché sembra che lo sforamento sia già attivo, quindi deve già, fin da subito, rimettersi in regola.”
E ancora – “ si lanciano al Pese messaggi elettorali secondo cui si potranno fare tutte le spese che vogliono, Corre voce che si possa spendere fino al 6 – 7 – 8%. Non è chiaro da dove vengano queste voci ma ricordano il miraggio del maiale fatto solo di prosciutti, cercando così di convincere il Paese che non esistono più neppure le regole della natura”.
Un accenno anche alla modifica delle aliquote fiscali - “le tasse le devono pagare soprattutto quelli che hanno le spalle più robuste”. Ai condoni – “Dal punto di vista etico non sono accettabili e quando i condoni sono continuamente ripetuti danno un messaggio chiarissimo: “ragazzi, non pagate le tasse”, perché chi le paga non capisce proprio niente! Secondo l’indagine dell’Ocse il nostro Paese ha il doppio dell’evasione fiscale rispetto tutti gli altri”.
“Un modo di governare – conclude Prodi – che è l’opposto del nostro modo di governare. Le case si costruiscono mattone per mattone, con serietà. Senza una forte etica un Paese non sta insieme”
Quindi un ultimo accenno, questa volta riferito alla campagna elettorale definita - “vergognosamente costosa. Nella campagna elettorale regionale – è la denuncia di Prodi - vengono spesi quantità di denaro immensi. Io credo si debbano fare, anche su queste cose, delle serie riflessioni affinché ci sia più sobrietà in futuro”
23/3/2005
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