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Vendemmia 2005: se le piogge non ci metton lo zampino...
Stanno iniziando in questi giorni, pioggia permettendo, le operazioni di vendemmia delle uve bianche di Chardonnay e Moscato, mentre per quelle rosse aspetteremo la fine del mese. E come ogni anno di questi tempi l’Unione Provinciale Agricoltori di Alessandria ha pensato di fornire un quadro provinciale quanto più esaustivo di questa fase decisiva per la vitivinicoltura.
In particolare i nostri tecnici, anche grazie ad analisi “sul campo” nei diversi centri zona di Alessandria, Acqui Terme, Casale Monferrato, Novi Ligure, Ovada e Tortona, hanno accuratamente sondato la situazione.
Ad oggi possiamo dire che la vendemmia 2005 si presenta di buon livello.
Non vi sono i risultati dell’anno scorso per quantità, ma senza dubbio rimaniamo nella media della produzione per tutti i vitigni. L’unica eccezione in positivo si denota nella zona di Alessandria per il Dolcetto e il Grignolino che raggiungono il massimo previsto dai disciplinari delle rispettive DOC.
Vi sono tutte le premesse per firmare una produzione qualitativamente buona.
Tutto questo è anche merito della clemenza del tempo. Le nevicate invernali e le piogge primaverili hanno permesso al terreno di immagazzinare una adeguata quantità d’acqua, permettendo alle viti di superare i periodi di calore elevato. L’estate in verità non è stata torrida e le forti escursioni termiche notturne hanno giovato allo sviluppo degli aromi caratteristici dei singoli vitigni.
Le precipitazioni del 27 e 28 agosto, complici dell’alta temperatura dei giorni precedenti, hanno favorito la concentrazione degli zuccheri con l’innalzamento conseguente del grado alcolico.
In generale, questo andamento climatico ha dato origine ad un leggero ritardo nella fase di allegagione (formazione dell’acino dal fiore) e una decisa accelerazione nell’invaiatura (cambiamento del colore dell’acino).
Ad oggi le condizioni meteorologiche prevedono un peggioramento, in parte già in atto, che ci auguriamo non vada ad influenzare più di tanto la vendemmia, specie per quanto concerne la comparsa di muffe e marciume, al momento poco presenti. Infatti, sia per le uve a bacca bianca che per le uve a bacca nera (soprattutto per quelli a maturazione tardiva) saranno decisive le prossime settimane.
A proposito di stato fitosanitario dei vigneti, l’andamento climatico non ha fatto insorgere patologie fungine quali peronospora e oidio. Quindi il livello di sanità del raccolto si può definire molto buono. Restano le preoccupazione la Flavescenza Dorata, anche sui nuovi impianti. Abbiamo poi segnalazioni sporadiche del Mal dell’Esca, specie nella zona di Novi.
Per quanto riguarda il mercato, purtroppo vi è da segnalare una flessione dei prezzi all’origine delle uve rispetto allo scorso anno. Anche se le esportazioni dei vini dall’inizio del 2005 sono aumentate leggermente, i consumi sono invece in continuo calo e ciò si riflette sulla richiesta di prodotto.
Inoltre, i nuovi Paesi produttori (Australia, Argentina, Cile, Sud Africa e USA) hanno investito molto in questi ultimi anni, qualificando l’offerta e ottenendo risultati notevoli.
Concentrazione dell’offerta, costi di produzione inferiori ed un approccio aggressivo al mercato sono i punti di forza dei nostri competitors, contro i quali tradizione e qualità rischiano di essere insufficienti.
Gli agricoltori devono porre la massima attenzione sulle norme che regolano il commercio con i Paesi del Nuovo Mondo, opponendosi con decisione alla globalizzazione nel vigneto che potrebbe tradursi in una omologazione del prodotto e in una perdita di identità territoriale, punto di forza dei nostri vini.
I viticoltori alessandrini hanno già intuito la strada giusta da percorrere in questo scenario e, come afferma il presidente della Sezione Vitivinicola Giorgio Leporati, stanno dimostrando di “saper crescere” attraverso una serie di iniziative volte alla ricerca e alla valorizzazione della qualità sia in vigneto che in cantina.
Prova ne è il riconoscimento di alcune nuove DOC come lo Strevi, la proposta della DOC per il Timorasso e la DOCG per il Dolcetto d’Ovada.
“I nostri vini hanno molto da dire e questa vendemmia lo dimostrerà ancora una volta” conclude con soddisfazione il presidente Leporati. “La viticoltura è un vero patrimonio dell’economia provinciale. Basti pensare che la superficie coltivata a vigneto è di circa 13000 ettari, la produzione del 2005 si attesterà sul 1.200.000 quintali da cui si otterranno 900 mila ettolitri di vino. Con 34 vini a denominazione di origine controllata, 4 vini con la docg, 17 cantine sociali, 2 enoteche regionali e 4 consorzi di tutela, la nostra provincia può puntare molto in alto”.
9/9/2005
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