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Lo sbattezzo: la disaffezione della gente alla Chiesa Cattolica
di B.B.
Venticinque ottobre, giornata nazionale dello “sbattezzo”. Alla libreria Ubik di Savona l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti ha organizzato un banchetto per la raccolta delle adesioni alle richieste di cancellare i propri nomi dai registri di battesimo.
“Sbattezzo” significa l’annullamento degli effetti civili del battesimo, ossia il diritto, stabilito da un provvedimento del Garante per la privacy , di non essere più considerati dallo Stato come “sudditi” della Chiesa, “obbedienti” e “sottomessi” alle gerarchie ecclesiastiche. Con una raccomandata al proprio parroco è possibile fare annotare la propria volontà di non appartenere più alla Chiesa cattolica.
“La decisione di sbattezzarsi – spiga Francesca Marzadori, membro della Uaar – nasce dall’orgoglio di rivendicare la propria identità di ateo o agnostico, nasce dalla consapevolezza di far parte di gruppi discriminati, come le donne, i conviventi, gli omosessuali.
La modernità cambia i costumi e incide sull’attaccamento della popolazione alla Chiesa: la pratica religiosa, la frequenza ai sacramenti, inevitabilmente, conoscono un calo. La sfera privata, in particolare l’etica sessuale ed i comportamenti familiari, si scontra con la Chiesa.
Uscire dalla Chiesa cattolica “per non essere compreso – continua Marzodori – in quel 96% di popolazione italiana che la Chiesa considera cattolica solo perché è stata battezzata da piccola e senza fare nulla per impedirlo”.
La campagna promossa dall’Uaar si batte per costruire un’etica laica della convivenza civile. E proprio la laicizzazione è un nemico contro cui la Chiesa si è battuta faccia a faccia: ha lottato contro gruppi dirigenti, leggi, istituzioni. E’ stata sconfitta, ma non espulsa dalla società.
Non ancora.
27/10/2008
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