Il futurismo come tensione energetica e totalizzante, che vuole ridefinire la realtà attraverso la sua identità. E’ questa la principale chiave di lettura proposta dalla mostra A+B+C/F=Futurismo, 100 anni di parole in libertà, che inaugurerà a palazzo Monferrato il 14 giugno alle 18 e sarà poi aperta al pubblico dal 16 giugno al 26 luglio.
I più importanti manifesti del movimento artistico, a partire dal primo del 1909, firmato da Marinetti, costituiranno il nucleo centrale di un’esposizione che si sviluppa su tre sedi, proseguendo nel foyer dell’ex Banca d’Italia e presso il museo del cappello.
“Nell’anno delle celebrazioni del centenario del movimento si è spesso insistito troppo sugli aspetti più roboanti e superficiali - ha spiegato Roberto Borghi, curatore della mostra insieme con Sabrina Raffaghello - Di contro vorremmo riportare l’attenzione sul vero spirito di questa corrente prendendo spunto dalle dichiarazioni dei suoi artisti. Sarà poi proposto il racconto del secondo futurismo, che rifugge gli aspetti tipicamente epici per inserirsi nel quotidiano, nella realtà minuta con esiti che riscoprono, sorprendentemente, una forte componente spirituale”.
Pittura, scultura, fotografia, documenti ricostruiranno la storia creativa del movimento e ampio spazio verrà dedicato ai futuristi piemontesi, in primis Carlo Carrà. La mostra, che si arricchisce dell’intervento grafico e progettuale di Ugo Nespolo, dedica un nucleo espositivo al tema della città attraverso 30 disegni dell’architetto Antonio Sant’Elia, raramente esposti, e messi a confronto con l’opera del contemporaneo Daniel Libeskind.
Ad aprire l’importante evento artistico sarà un vernissage-spettacolo che il 14 giugno vedrà protagonista il noto critico d’arte Philippe Daverio con il fratello Cristophe e Anna Rosa Faina Gavazzi, impegnati ad illustrare il futurismo come nuova e diversa armonia delle cose attraverso elementi sonori, visivi e di parola.
“La rassegna illustra, soprattutto a livello locale, i numerosi artisti che aderirono al manifesto futurista - ha commentato il sindaco Piercarlo Fabbio - Ad Alessandria non possiamo ad esempio dimenticare un maestro come Severini con il mosaico del palazzo delle Poste centrali, un’opera di cui abbiamo sollecitato la tutela come patrimonio indiscusso della città. " E’nostro interesse con eventi come questo valorizzare il capoluogo di provincia e le sue strutture in termini di comunicazione e azione”, ha affermato il vicesindaco e assessore comunale alla Cultura Paolo Bonadeo, a cui ha fatto eco Pierangelo Taverna, amministratore delegato della società Palazzo del Monferrato affermando che “la molteplicità di sedi della mostra nasce dall’idea di far dialogare luoghi diversi, aldilà delle singole competenze, per promuovere il territorio attraverso la cultura”.
Foto di Carlo A.