Giornal

martedì 7 settembre 2010

 

 

Cultura

Il "Gran Cabaret" ad Acqui fa i conti con la scarsa affluenza

C'è lo spettacolo, mancano gli spettatori

di S.A.

I presupposti per un grande successo c'erano tutti: nomi importanti, palcoscenico di prestigio e prezzi accessibili. Purtroppo il bilancio dopo solo due serate delle quattro in programma non è per niente incoraggiante, anzi. Il "Gran Cabaret 2010", spettacolo organizzato da Pino Lanza presso il Kursaal di Acqui Terme, non ha riscosso il successo di pubblico sperato. Davvero modesta, fin qui, l'affluenza.

E' delusa e amareggiata la moglie di Lanza, Pinuccia Messina: "Quella che manca è l'abitudine alla cultura, l'abitudine a pensare con la propria testa". Per la Messina il vero problema è quello di non essere più capaci a gestire il pensiero e non riuscire a trasformare la vita in quella chiave comica che rappresenta la sua essenza più profonda. "La gente d'oggi preferisce non pensare. Va al bar o in discoteca ad ubriacarsi". Sono parole forti, dettate dall'incapacità di comprendere fino in fondo l'insuccesso che lo spettacolo sta avendo.

Marito e moglie non riescono a capire cosa ci sia che non funzioni nel loro cabaret. Se guardiamo la collocazione, il Kursaal è "un'ottima struttura, con giardino e alberi secolari". Il prezzo è tutt'altro che proibitivo: 10 euro a serata non sono eccessivi, considerando che la tariffa iniziale era di 25 euro. I cabarettisti partecipanti sono tutti di ottimo livello: Rita Pelusio, Alberto Patrucco, Enzo Cortese, Alfredo Minutoli e Flavio Oreglio. Tutti conoscono il mondo delle telecamere e della tv alla perfezione dal momento che provengono da trasmissioni celebri come Zelig, Colorado Cafè, Maurizio Costanzo Show. Il contenuto, insomma, è tutt'altro che scadente, il teatro e le tariffe sono ottime.

Resta davvero inconcepibile la mancanza cospicua di pubblico. Vedere intere file deserte non è di certo confortante, eppure Pinuccia e Pino non vogliono arrendersi: "Ce la metteremo tutta per terminare il programma delle serate". La delusione, comunque, è grande e deve far riflettere. "Al giorno d'oggi ripetiamo tutto a pappagallo senza sapere i contenuti e porci delle domande" ha affermato Pinuccia Messina. "Ormai la cultura non fa più parte della vita".

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