Inquinamento in netto aumento,mari Africani pieni di plastica.

Si evidenzia ancora di più il problema della plastica anche nei territori africani.

Gli attivisti di Ltterboom Project, associazione sud africana, nata per combattere l’inquinamento ambientale, diffonde un video sui social dove si vede un mare coperto di plastica.

La colpa va sia alla cattiva gestione delle autorità locali, e alle Baraccopoli.

Le forti piogge che negli ultimi tempi hanno coperto alcune zone del Sudafrica hanno evidenziato il problema, migliaia di bottiglie di plastica e rifiuti coprono le coste locali.
Anche gli animali marini che vivevano in quei mari stanno via via, sparendo.

Alcune immagini che girano sul web, sono davvero agghiaccianti.

La questione dell’inquinamento degli oceani sta raggiungendo dimensioni epocali.

Uno dei posti maggiormente danneggiati, è Durban sulla costa orientale del paese, scene che in quella zona, non si erano mai viste prima.

Città portuale importante anche per i turisti, con 3 milioni di abitanti, apprezzata dagli amanti del surf tutto l’anno.

Fa parte dell’Oceano Indiano, noto per la ricchezza della fauna marina, e questi fenomeni stanno mettendo a repentaglio l’habitat di chi lo popola.

Le ultime notizie ci raccontano del porto invaso dalla plastica, di spiagge coperte di rifiuti e di tartarughe spinte dalla corrente.

Questo quindi, è lo stato pietoso dei nostri mari e dei nostri oceani.

I video sono la testimonianza dell’invasione dei rifiuti nelle acque sul nostro pianeta.

Ad inquinare il mare sono anche i pescatori, che gettano in mare le reti rotte, e ne restano impigliati delfini, balene e altri mammiferi marini  ai quali causano atroci sofferenze.

Secondo le ultime stime, nei nostri oceani si trovano almeno 86 milioni di tonnellate di plastica, cui buona parte è depositata sui fondali.

Sono presenti anche micro plastiche, ovvero particelle di materiale plastico, che vengono inseriti nei prodotti cosmetici, doccia, shampoo.

In numerosi animali marini,  troviamo particelle molte plastiche.

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *