Nuova Zelanda, vulcano in eruzione.

Sono sei le vittime dell’eruzione del vulcano in Nuova Zelanda sull’isola di White Island.


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Al momento dell’eruzione nella zona c’erano una cinquantina di tursisti che, secondo testimoni, poco prima dell’esplosione erano in prossimità del fondo del cratere.

Ventitre persone sono state evaquate, la polizia sostiene che non ci siano sopravvissuti sull’isola.

Sul luogo è arrivata una nave della Marina militare che farà alzare in volo droni ed altri strumenti di ricognizione per valutare la situazione nell’isola che è stata considerata troppo pericolosa per far avvicinare le squadre dei soccorritori.

Il portavoce della polizia neozelandese ha spiegato che ci sono 31 persone ricoverate per lesioni, tra cui alcune con gravi ustioni.

Per quanto riguarda le nazionalità delle vittime, la polizia ritiene che vi siano sia cittadini neozelandesi che turisti stranieri, tra i quali “un numero di passeggeri della nave da crociera ‘Ovation of the Seas'”.

Nessun italiano è coinvolto nella tragedia.

E’ stato emesso un allarme di livello 4 che indica una “moderata eruzione vulcanica”.

La scala va da zero a cinque, che è il numero più elevato nella scala delle eruzioni vulcaniche.

L’eruzione in questione è avvenuta lunedi 9 dicembre, e in quel momento 47 persone erano presenti sull’isola.

All’appello mancano ancora due persone.

Dal 2018 sono aumentati i casi di eruzioni vulcaniche.

La prima è avvenuta nelle Hawaii, eruzione avuta a maggio dello scorso anno, iniziata con un forte terremoto, ma con piccole eruzioni ancora in corso.

Poi fu la volta del Guatemala, che con l’eruzione de Volcan Del Fuego, ha causato centinaia di morti e feriti.

E ancora, si sono risvegliati l’Anak Krakatoa e l’Agung in Indonesia, tutti in aree abitate.

E’ facile pensare, che ci sia un collegamento tra tutti questi fenomeni vulcanici, ma dagli studi fatti dagli esperti di deduce che non ci sia nessun tipo di collegamento, ma solo coincidenze.

 

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