Ilva, i giudici sul riesame dell’altoforno: “Attualmente i rischi per i lavoratori sono inesistenti. Con i lavori vi sarà una diminuzione

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Secondo quanto dichiarato dai magistrati del Tribunale di Taranto, l’ex Ilva “non deve scontare in questa sede il disastro ambientale”. Questo è quanto viene riportato nelle 21 pagine di motivazioni consegnate dai giudici. Deposizione che arriva contemporaneamente alla decisione da parte del collegio di accogliere le richieste dell’Ilva, ora in amministrazione straordinaria, ribaltando l’ordinanza prescritta dal giudice Maccagno, si era opposto ad una nuova proroga ritenendo il rischio ancora troppo alto per gli operai.

Infatti, i magistrati del tribunale di Taranto hanno deciso di concedere il permesso di utilizzare l’altoforno 2 per un periodo massimo di 14 mesi per completare l’automazione dell’ultima prescrizione stabilita dalla procura ionica nel 2015, quando l’impianto venne requisito a causa dell’incidente mortale nel quale morì Alessandro Moricella.

Nel documento viene riportato che la proroga sarebbe stata concessa poiché si tratterebbero di macchinari, i quali portando all’esclusione di esseri umani nei luoghi in cui morì Moricella, porteranno all’ulteriore riduzione del rischio per i lavoratori dell’altoforno n.2 entro i limiti di legge.

inoltre, il provvedimento sostiene pienamente la tesi dell’Ilva affermando che il giudice Maccagno abbia confuso le conclusioni delle relazioni avanzate dai legali dell’azienda  e dunque non abbia tenuto in considerazione nemmeno la relazione consegnata dal custode Barbara Valenzano, sulla base della quale la procura si è dimostrata consenziente alla proroga per ben due volte.

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