Continuano le accuse di impeachmet verso Donald Trump.

Official portrait of President Donald J. Trump, Friday, October 6, 2017. (Official White House photo by Shealah Craighead)

Il 18 dicembre scorso, il leader americano Donald Trump è stato accusato di impeachment, ovvero di abuso di potere e ostruzioni di lavori del Congresso nel caso Ucraina.

L’impeachment è una procedura politica e funziona come un vero e proprio processo che serve alle Camere del Parlamento per sollevare dall’incarico il presidente.

La questione per Trump è quindi molto spinosa, e di conseguenza dovrebbe essere subito eliminata in vista delle elezioni presidenziali che si terranno a novembre 2020.

Le accuse di impeachment verso Trump sono state inviate ufficialmente.

Donald Trump è il terzo presidente negli Stati Uniti ad essere accusato di impeachment.

La procedura viene avviata con l’indagine svolta dalla Camera, per poi votare se incriminarlo o meno, e per farlo è necessaria solo la maggioranza dei voti.

Venendo ufficializzata l’accusa, si apre così un vero e proprio processo con dibattiti e discussioni.

Arrivano dunque, le dichiarazioni di Nancy Pelosi.

”Comunque vada questo impeachment, durerà per sempre”.

Dure le parole della speaker della Camera USA.

Da analizzare anche i motivi per il quale, il leader americano è stato accusato.

Abuso di potere, l’accusa di basa su una telefonata avvenuta a luglio del 2019 durante la quale, il Trump avrebbe chiesto aiuto al presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj a raccogliere informazioni spiacevoli su Joe Biden.

In cambio di quelle informazioni, Trump avrebbe momentaneamente bloccato gli aiuti militari all’Ucraina e un invito ufficiale alla Casa Bianca, attuale dimora del presidente americano.

Altro punto da analizzare, è intralcio alla giustizia.

Il presidente Trump, ordinò ai funzionari dell’amministrazione di non testimoniare davanti alle commissioni della Camera.

Sono accuse importanti per un capo di stato, e pesano su una probabile ricandidatura a presidente USA.

Le vesti di giudice nella corte suprema, saranno assunte da John Roberts.

Tenendo conto però, che al Senato i repubblicani hanno 53 voti, e i democratici 47.

Il risultato sembra scontato, ovvero il NO alla destituzione al potere di Donald Trump.