L’Europa si muove per Patrick Zaky, lo studente arrestato in Egitto

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Novità in arrivo sulla vicenda di Patrick George Zaki, lo studente egiziano di 27 anni che si trova agli arresti da venerdì in Egitto dove si era recato in vacanza, prendendosi una pausa dal master che frequentava all’Università di Bologna.

Su questo frangente, tutta l’Europa si sta mobilitando. Infatti, il presidente del Parlamento Ue David Sassoli ha fatto appello ai colleghi di Strasburgo, chiedendo che il ricercatore venga rilasciato al più presto. Zaki rischierebbe di essere condannato all’ergastolo, oltre ad aver subito delle torture. In base alla denuncia effettuata all’Ansa da un suo amico, nella sua stessa condizione in Egitto ci sarebbero 60 mila detenuti politici. L’amico ha riportato di aver subito una situazione analoga in Egitto, ragion per cui è dovuto fuggire in Europa, a Berlino.

E da Berlino a Granada, Milano, passando per Bologna, stanno aumentando le iniziative per prestare sempre più attenzione a quello che potrebbe diventare il nuovo caso Regeni. Gli stessi genitori di Regeni sono intervenuti chiedendo tutele per Patrick. A Strasburgo David Sassoli fa presente all’Egitto che <<L’Ue condiziona i suoi rapporti con i Paesi terzi al rispetto dei diritti umani e civili>>.

Josep Borell, l’Alto rappresentante Ue, prenderà in carico la questione al prossimo consiglio europeo, il prossimo lunedì.

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