Ultimi aggiornamenti su Zaky, ancora in custodia cautelare.

Una immagine del ricercatore egiziano Patrick George Zaky. ANSA +++EDITORIAL USE ONLY - NO SALES+++

Aumentano i giorni di custodia cautelare per Patrik Zaky, il giovane egiziano residente a Bologna per studi universitari, arrestato all’aereoporto del Cairo.

Il giovane egiziano, è stato arrestato con accusa di terrorismo e incitazione alla violenza. Patrik è un sostenitore della comunità LGBT, e organizzava manifestazioni pacifiche per la lotta contro l’omosessualità nel suo paese, e non solo.
Gli avvocati del giovane Patrik, dichiarano anche che il ragazzo è stato anche torturato con scosse elettriche, e altri metodi non dichiarati.
Per parecchi giorni a Patrik è stato negato anche di vedere i suoi genitori, finchè poi l’avvocato ha ottenuto un mandato per farglieli vede.
I genitori del giovane molto preoccupati, portano del cibo in carcere al loro figlio.

La preoccupazione è molta anche per i giovani studenti dell’università che frequentano con Patrik.
La prossima udienza è fissata per il 7 marzo, con la speranza che il giovane venga rilasciato. Il rinnovo della custodia cautelare di Zaky, può anche prevedere uno scenario peggiore, ovvero, che le indagini possano andare avanti per mesi e mesi ancora.

Speriamo che la giustizia faccia il suo corso.

Ci sono tante testimonianze sul giovane in custodia cautelare. Tanti i colleghi, amici e insegnanti che spendono solo belle parole per lui. Un ragazzo gentile, buono e calmo.
Altruista, pieno di idee e di creatività.

E’ stata organizzata una manifestazione per Patrik il 5 marzo, due giorni prima dell’udienza.
Manifestazione organizzata fuori al Pantheon alle 18, per la scarcerazione di Zaky.
Alla vigilia dell’udienza per la liberazione del ricercatore egiziano Patrick Zaky, studente dell’università di Bologna e amico di Giulio Regeni, l’Imperiese si mobilita con un sit-in di sensibilizzazione che si è svolto questa sera in via Matteotti organizzato degli attivisti locali di Amnesty International.

Speriamo che il giovane venga rilasciato nel minor tempo possibile, e che sia fatta giustizia per il giovane ricercatore egiziano.