L’amaro fa bene al fegato? La risposta della medicina

L’amaro è una bevanda alcolica, che come suggerisce già il suo nome, ha un gusto prevalentemente amaro. E’ un liquore che si ottiene da varie droghe vegetali. Esso è consumato per le proprietà eupeptiche di cui è dotato, è utilizzato come aperitivo o anche come digestivo, quindi a seguito ad un pasto, generalmente più abbondante.

L’amaro rientra nelle cosiddette bevande spiritose. Le bevande spiritose sono delle preparazioni che si producono direttamente attraverso la distillazione, la macerazione o aggiunta di aromi, o anche mediante la miscelazione di una bevanda spiritosa con un’altra bevanda, con l’aggiunta di alcol etilico di origine agricola o con dei distillati.

Produzione dell’amaro

L’amaro è definito come un liquore aromatizzato e impreziosito da delle componenti vegetali e da erbe medicinali.

Le fasi fondamentali per la sua preparazione sono due sostanzialmente. Queste due operazioni sono l’infusione e la distillazione.

Le erbe e le radici scelte per la produzione dell’amaro devono essere messe in infusione. Dopo essere state selezionate subiscono sono dosate e sono mescolate tra loro quando ne sono utilizzate di più tipi, vengono macinate, polverizzate, immerse in una soluzione idroalcolica e lasciate macerare per un periodo variabile a seconda del prodotto, ma generalmente la macerazione avviene per almeno qualche mese se non di più. Il ultimo il preparato ottenuto è fatto decantare, in questo modo esso acquista limpidezza e poi può essere unito al liquido ottenuto dalla distillazione.

Amaro e salute del fegato

In generale tutto ciò che ha un sapore tendente all’amaro stimola la secrezione di acidi digestivi che migliorano la digestione degli alimenti e favorisce l’assorbimento delle loro sostanze nutritive. Le persone che soffrono di reflusso acido possono consumare prima dei pasti degli alimenti amari in modo da avere una digestione migliore.

Inoltre, i prodotti amari sono ottimi per migliorare la funzione del fegato e della cistifellea, essi favoriscono l’eliminazione delle tossine accumulate, stimolando la disintossicazione, in questo modo sono prevenute eventuali malattie e infezioni.

Sicuramente questo beneficio è leggermente ridotto nel caso dell’amaro, resta pur sempre una bevanda alcolica, ed è risaputo che queste bevande non devono essere consumate con elevata frequenza e soprattutto non devono essere consumate in quantitativi elevati, perché possono avere degli effetti negativi sulla salute.

Dunque, affermare che consumare l’amaro faccia bene al nostro fegato non è del tutto corretto.

Conseguenze da abuso di alcool

L’amaro contiene alcol etilico, per cui è un prodotto alcolico. Un abuso di alcool potrebbe causare degli effetti negativi sulla nostra salute.

L’abuso di alcool può determinare un accumulo di grasso nel fegato. Questa condizione è nota come steatosi o anche semplicemente come fegato grasso, e rappresenta lo stadio iniziale dell’epatopatia alcolica, un comune disturbo epatico causato dal consumo di alcool.

L’accumulo di grasso determina delle complicanze nei riguardi del funzionamento del fegato e lo rende suscettibile a processi infiammatori, le cosiddette epatiti alcoliche. L’epatite alcolica non sempre si manifesta in modo precoce, e in alcuni casi i sintomi possono non essere subito presenti. In altri casi, invece, può causare:

  • febbre,
  • nausea,
  • perdita dell’appetito,
  • dolore addominale,
  • episodi di confusione mentale.

Man mano che aumenta la gravità dell’epatite alcolica si ingrossa il fegato e può causare
l’ittero, sanguinamenti eccessivi e difficoltà di coagulazione del sangue.

Un’altra condizione che si associa all’abuso di alcool è la fibrosi, sarebbe l’accumulo di tessuto cicatriziale nel fegato, in questo caso la funzionalità del fegato è notevolmente ridotta.

Quindi in conclusione, possiamo affermare che non è necessario eliminare del tutto e demonizzare questa bevanda, se consumata in dosi minime non determinerà delle problematiche al nostro organismo è, però, da evitare assolutamente un suo consumo smisurato.