Mangiare coniglio poco cotto: ecco cosa accade al corpo

Il coniglio è un mammifero che appartiene alla famiglia Leporidae. Quando si parla di coniglio si fa riferimento ad una vasta gamma di creature siano esse selvatiche o destinate all’allevamento. Esistono diverse razze di coniglio che si distinguono tra loro anche per la loro grandezza, infatti, essi possono essere nani, medi o giganti.

I conigli sono delle creature pluripare, erbivore ed estremamente proliferi che si accoppiano molte volte durante l’anno. La carne di coniglio è una tipologia di carne bianca e magra, quindi possiamo introdurla in alimentazione sana e bilanciata, anche se non tutti la preferiscono.

La carne di coniglio è considerata come un alimento ipoallergenico. Questo sta a significare che le proteine che questa carne contiene non determinano quasi mai delle allergie alimentari, anche per questo motivo è una carne che viene molto utilizzata anche durante il periodo di svezzamento dei bambini.

Caratteristiche nutrizionali

La carne di coniglio è una carne molto magra e che apporta poche calorie, per questo motivo è molto consigliata la sua introduzione in un regime dietetico ipocalorico.

Contiene un quantitativo di proteine molto elevato e sono proteine ad alto valore biologico. Il colesterolo apportato è molto basso. Gli amminoacidi più abbondanti sono l’acido glutammico, l’acido aspartico, la lisina e la leucina, quello meno presente, invece, è il triptofano, dunque si parla di amminoacido limitante. Non sono presenti molti lipidi, ma, come per tutte le altre tipologie di carne, c’è una prevalenza degli acidi grassi saturi.

Per quanto riguarda i micronutrienti la carne di coniglio contiene il potassio, il ferro e il fosforo, principalmente, oltre che altri minerali presenti in tracce, mentre tra le vitamine le più rappresentate sono le vitamine del gruppo B in particolar modo la niacina.

Per 100 grammi di coniglio sono apportate circa 110 Kcal.

Benefici e controindicazioni

I benefici che sono apportati dal consumo di questa carne sono soprattutto il suo basso tenore calorico e quindi la sua introduzione in un regime alimentare, apporta molte proteine, ma anche sali minerali e vitamine, invece, sono molto pochi i grassi e il colesterolo che questo mammifero apporta.

Per quanto riguarda le controindicazioni, attualmente non sono note. Il coniglio sembra essere un animale ipoallergenico, non provoca nemmeno delle allergie alimentari a seguito del suo consumo.

Come cucinarlo

Esistono numerosi modi per cucinare questa tipologia di carne, ad esempio può essere cotto in padella, al forno, alla griglia, ma anche in umido, associato a delle verdure, utilizzato per un primo piatto, per produrre un ragù leggero, insomma come più di preferisce.

Mangiare il coniglio poco cotto

E’ sconsigliato mangiare qualsiasi carne poco cotta, specialmente quando non siamo certi della sua freschezza e della sua qualità. Oggigiorno il consumo di carne cruda è sicuramente molto più frequente rispetto al passato, ad esempio nei ristornati si servono carpacci, tartare, ma in questo caso la carne deve essere marinata e deve essere di ottima qualità. Per quanto riguarda il coniglio, non è una carne che solitamente si mangia cruda, e per evitare la veicolazione di microrganismi vari, che potrebbero generare delle patologie all’uomo, è decisamente consigliato il suo consumo ben cotto. In questo modo non andremo incontro a delle intossicazioni alimentari o a delle tossinfezioni.