Mangiare fegato con il diabete si può? Ecco la risposta

Il fegato è tra le frattaglie più conosciute e consumate in molte regioni italiane. I tipi di fegato che più si consumano e che più facilmente di trovano sul mercato sono il fegato di bovino, il fegato di suino, il fegato di equino, il fegato di ovino, il fegato d’oca e il fegato di pollo, o fegatini.

Il fegato rientra nel quinto quarto dell’animale. Per quinto quarto si intendono delle parti commestibili degli animali, ma che trovano un minore impego a livello alimentare, non tutti consumato queste parti degli animali. Molto economico e se cucinato bene non ha un sapore sgradevole.

Composizione nutrizionale del fegato

Dal punto di vista nutrizionale, il fegato contiene molte proteine e sono anche ad alto valore biologico, ciò che sono particolarmente abbondanti sono i minerali e le vitamine.

Tra le vitamine idrosolubili abbiamo:

  • Acido folico
  • Vitamina B12 o cobalamina
  • Vitamina C

Mentre tra le vitamine liposolubili abbiamo:

  • Vitamina A o retinolo
  • Vitamina D o calciferolo

I minerali più abbondanti sono il ferro, lo zinco, il selenio e il fosforo. E’ un alimento che apporta colesterolo e anche purine.

Il fegato contiene anche piccoli quantitativi di carboidrati, in particolar modo il glicogeno, lo zucchero di riserva degli organismi umani e animali.

Il fegato, come già accennato non è consumato spesso da tutti, anche se il suo consumo è abbastanza consigliato, specialmente in alcune condizioni particolari, dove se necessita di molti nutrienti. Ad esempio nel caso delle donne in gravidanza, anziani malnutriti, persone debilitate.

Il fegato ha un apporto energetico medio, e le calorie che fornisce provengono principalmente dalle proteine, seguite dai grassi e infine i pochissimi carboidrati che contiene.

Le proteine sono ad alto valore biologico dato che contengono tutti gli amminoacidi essenziali, indispensabili per il nostro organismo.

Il fegato apporta abbastanza grassi, in particolar modo trigliceridi, ma solo nel caso in cui l’animale prima dell’abbattimento era sottoposto ad sovralimentazione forzata, che determina il fegato grasso o anche conosciuta come steatosi grassa epatica.

Il fegato non apporta fibre, è, invece, molto ricco di colesterolo. Nel caso del colesterolo, il suo quantitativo non dipende dall’alimentazione dell’animale, anche animali magri apporteranno colesterolo.

E’ privo di molecole che possono causare intolleranze alimentari come il lattosio, il glutine e l’istamina. Come tutte le altre frattaglie, anche il fegato, contiene moltissime purine.

I diabetici possono mangiare il fegato?

Per diabete si è soliti intendere una malattia di tipo metabolico, e consiste nel mancato metabolismo degli zuccheri. Per questo motivo è una patologia che è caratterizzata da un aumento dei livelli di glucosio nel sangue. Gli zuccheri, che introduciamo con l’alimentazione, sono convertiti in glucosio, la forma che può raggiungere le varie cellule del corpo in modo fornirgli energia, ciò avviene grazie all’intervento di un ormone prodotto dal pancreas noto come insulina.

L’insulina promuove l’assimilazione di glucosio, e controlla anche il quantitativo di zuccheri nel fegato e stimolando la formazione di grassi quando gli zuccheri sono eccessivamente abbondanti.

Il diabete si distingue in tre tipi:

  1. Diabete di tipo I: compare solitamente prima dei 40 anni, ed è causato da una carenza dell’ormone insulina, in quanto le cellule del pancreas non ne producono a sufficienza. Generalmente si tratta di una predisposizione genetica a causare questa tipologia di diabete. I sintomi che determina sono: sete, stanchezza, debolezza, mancanza di appetito, nausea e anche perdita di peso.
  2. Diabete di tipo II: è sicuramente quello più diffuso e che colpisce il maggior numero di persone e si manifesta anche dopo i 40 anni. Le persone più  rischio sono quelle in sovrappeso, obese e coloro che hanno una vita molto sedentaria. Questa tipologia di diabete è caratterizzata da un’insufficiente produzione di insulina, o non è utilizzata completamente.
  3. Diabete gestazionale: una tipologia di diabete che si potrebbe manifestare nelle donne in gravidanza e tende all’auto-risoluzione a seguito del parto.

Uno dei fattori a cui si deve fare molta attenzione, quando si è affetti da diabete è l’alimentazione. L’alimentazione, infatti può agire negativamente su questa condizione determinando degli effetti molto gravi per la salute.

Sono sconsigliati alimenti pesanti, ricchi di grassi, alimenti ricchi di zuccheri, prodotti raffinati, prodotti industriali, bibite zuccherale, cibi fritti, prodotti amidacei raffinati.

Sono da preferire le verdure, i cereali integrali, prodotti poco zuccherati o ancora meglio senza zuccheri aggiunti, frutta senza esagerare, carne, pesce, legumi.

Il fegato, è un alimento che non determina particolari problematiche per quanto riguarda il diabete, dunque può essere consumato, il consiglio è sempre quello di mangiarlo in porzioni adeguate, senza abusare mai di nessun alimento anche se sano.