Quanta mozzarella mangiare a dieta? Risponde l’esperto

La mozzarella è un latticino a pasta filata molto utilizzata in Italia e in tutto il mondo. E’ un prodotto originario dell’Italia meridionale, anche se oggi la si produce indistintamente in tutto in mondo.

La mozzarella è un latticino preparato utilizzando il latte bufalino o il latte vaccino, ovviamente prenderà una denominazione differente in base al latte utilizzato e in base anche alla sua zona di produzione.

Il termine mozzarella deriva dall’operazione di mozzatura che si esegue al momento della sua produzione. Una parte dell’impasto è separato dall’intera massa in pezzi più piccoli. Esistono diverse tipologie di mozzarella, in particolar modo esse si distinguono, oltre per il latte consumato, per la loro grandezza e forma. La mozzarella tradizionale ha una forma sferica, e ha dimensioni che vanno da molto piccole, fino anche a superare i 2-3 kg.

Come consumare la mozzarella

La mozzarella è un prodotto molto apprezzato, è molto versatile, la si può utilizzare in svariati modi. Ovviamente il suo uso principale è il consumo fresco, magari accompagnata da delle verdure, del pane, la si può condire con dell’origano e un filo d’olio, la si può utilizzare all’interno della pasta, sulla pizza, insomma come più si vuole.

Prima di essere mangiata, si consiglia di lasciarla immersa per qualche minuto all’interno dell’acqua calda, in questo modo sarà ancora più deliziosa, non si consiglia, infatti, di conservarla in frigorifero, meglio a temperatura ambiente. Se poi non la si consuma, non gettatela, mettetela in freezer, sarà ottima da utilizzare in cucina.

Produzione della mozzarella

Per produrre la mozzarella si segue il processo tipico dei formaggi a pasta filata.

Per la produzione della mozzarella, si può utilizzare sia il latte crudo che quello pastorizzato, che è anche preferibile, dato che con la pastorizzazione sarà più semplice ridurre notevolmente la carica microbica del latte, in questo modo il prodotto finale sarà più sicuro e anche conservabile per un tempo maggiore.

La pastorizzazione impiegata è quella lenta, ovvero, un trattamento a 70°C per circa 3-5 minuti, è importante non superare questa temperatura, altrimenti si andrebbe a compromettere filatura del formaggio a causa della denaturazione delle caseine contenute nel latte.

Proprietà nutrizionali

La mozzarella rientra nei formaggi non troppo calorici, fatta eccezione per la burrata e la mozzarella di bufala, che essendo più ricche di grassi, di conseguenza saranno anche più caloriche. Per quanto riguarda la mozzarella prodotta con latte vaccino, possiamo dire che apporta circa 250-290 kcal per 100 grammi, ovviamente maggiore sarà il suo peso e maggiori saranno le calorie apportate.

La mozzarella è un latticino che apporta molte proteine, quelle presenti abbondantemente sono le caseine, presenti in quantitativi variabili, anche in base al latte che si utilizza. Gli amminoacidi più abbondanti sono l’acido glutammico, la lisina e l’acido aspartico, quello limitante è la treonina.

Nonostante la mozzarella apporti buoni quantitativi proteici, essa apporta anche grassi. Come accennato pocanzi, il quantitativo di grassi tende a variare molto in base al tipo di latte utilizzato, ad esempio la mozzarella di bufala sarà molto più grassa rispetto ad esempio al fior di latte. I grassi sono abbastanza presenti ma, il colesterolo non è eccessivo.

Per quanto riguarda i sali minerali, il calcio e il fosforo sono quelli più abbondanti, presente anche il sodio, ma non in quantitativi spropositati. Nel caso delle vitamine, invece, sono molto abbondanti la riboflavina, o anche vitamina B2 e la vitamina A.

La mozzarella a dieta si può consumare? E in che quantitativi?

La mozzarella è un formaggio che molto spesso è inserito nella dieta, anche se si tratta di una dieta ipocalorica, un quantitativo non esagerato di questo latticino può apportare anche dei benefici, principalmente alle ossa. Il consiglio è quello di non condirla ulteriormente, evitare di aggiungere olio, sale, meglio preferire delle spezie e accompagnarla con delle verdure lessate o cotte a vapore.

Ovviamente, come per tutti gli altri alimenti, essa non deve essere consumata in porzioni eccessive, e con una frequenza elevata, altrimenti potrebbe far ingrassare. Non è necessario eliminarla del tutto dal proprio regime alimentare, sarà sufficiente ridurre la porzione a circa 50 grammi. Ci teniamo a ricordare che le porzioni sono strettamente personali, dipendono dalla fisicità, dal metabolismo, dal peso, dall’età, ognuno ha un range di calorie ottimale, dunque sarebbe meglio rivolgersi ad un nutrizionista per avere un’informazione più precisa riguardo la porzione più adatta al consumo.