Il santo del giorno – 17 aprile – San Roberto di Molesme

Roberto di Moleste è uno dei fondatori dell’Ordine cistercense. Nasce nel 1029 e vive 82 anni. Promuove il ritorno a una vita monastica semplice e austera. Dopo essere stato educato nella fede, Roberto intorno ai 15 anni entra come novizio presso l’abbazia benedettina di Montier-la-Celle. Qui si distinse per la sua intensa vita spirituale, fatta di preghiera, digiuni e meditazioni sui misteri della Passione di Gesù. Viene scelto quale priore del monastero. Dopo qualche tempo dai monaci dell’abbazia cluniacense di Saint-Michel viene scelto quale abate. Dopo alcune esperienze in diversi monasteri si ritira in una foresta con alcuni anacoreti che lo scelgono come guida. Con loro fonda nel 1075 l’abbazia di Molesme. All’inizio vivevano in celle ricoperte da rami, accanto a una cappella dedicata alla Santissima Trinità. La fama di santità di Roberto attira nuovi religiosi a Molesme. Per la presenza di monaci restii a vivere secondo il modello austero desiderato dal santo si ha un rilassamento della disciplina. Roberto, constatando l’impossibilità di far osservare fedelmente la regola, lascia l’abbazia da lui fondata. Vi torna richiamato dai monaci che erano rimasti. Di fronte alle difficoltà di riformare l’abbazia Roberto pensa di fondare un nuovo ordine. Il 21 marzo 1098 insieme ad altri 21 monaci fonda l’abbazia di Citeaux. Inizia l’ordine cistercense, così chiamato dal toponimo Cistercium, che allora designava la zona paludosa dove sorse il nuovo monastero. Roberto viene eletto primo abate. Trascorre quasi un anno e Roberto è costretto a lasciare Citeaux. Per riavere il loro fondatore, i monaci di Molesme avevano infatti scritto a papa Urbano II, che delegò la soluzione della vicenda all’arcivescovo di Lione. Per obbedienza, nell’estate 1099, Roberto torna definitivamente a Molesme, dove i confratelli gli promisero la piena osservanza della regola benedettina. Sotto la sua guida l’abbazia torna a prosperare, mentre l’Ordine cistercense si consolida con sant’Alberico e santo Stefano Harding.


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