Roma, ordinato lo sgombero delle sedi di Casapound, la sindaca Raggi è soddisfatta: “Ripristiniamo la legalità”

Casapound, l’associazione politica di estrema destra con sede a Roma presso due distinte sedi (la storica in via Napoleone III, nel quartiere Esquilino e un complesso edilizio di Ostia, in via delle Baleniere, edificio dell’aeronautica militare), alloggi che occupavano irregolarmente e sarà costretta a lasciare gli immobili, per ordine dello stesso Comune di Roma, come ha scritto la stessa sindaca su Twitter (“Finalmente qualcosa si muove sullo sgombero del palazzo occupato abusivamente da Casapound in centro a Roma. Ripristiniamo la legalità”) e come ricordato anche dalla vice ministra dell’economia Laura Castelli, sempre sulla stessa piattaforma (“Ho appena saputo che è stato ordinato lo sgombero da Via Napoleone III a Casapound. Ci lavoriamo da tanto, finalmente si ristabilisce la legalità).


Leggi anche:[wp-rss-aggregator ]

Una vecchia questione

E’ da diverso tempo che la giunta ha forzato la mano per far “sloggiare” Casapound dalle rispettive sedi, occupate illegalmente da molti anni: già nel 2019 la sindaca ordinò la rimozione della scritta sulla facciata della sede principale, rimossa anticipatamente dalla stessa organizzazione che in segno di protestà esibì lo striscione “È questo il problema di Roma”, ma di recente dopo le tante contestazioni arrivate al suo indirizzo da parte dei sostenitori di Casapound, la Raggi ha recentemente inviato due lettere al ministro della Difesa Lorenzo Guerini e a quello dell’Economia Roberto Gualtieri chiedendo lo sgombero di due occupazioni abusive di Casapound Italia. L’operazione non sarà sicuramente semplice, visto che il leader del partito Davide Di Stefano ha dichiarato di “solo un incontro sulla richiesta di sgombero che si è svolto in questura con una rappresentanza di Casapound”.
L’ordine è stato inviato per ambo le sedi, sia quella “storica” che appartiene all’Agenzia del Demanio ma è in consegna per uso governativo al Ministero dell’Istruzione dal 1963 e risulta occupato abusivamente dal 2003, nonchè dello stabile di Ostia, come fatto sapere dal sottosegretario alla Difesa, Giulio Calvisi, rispondendo in Commissione Difesa nel corso del question time, ad Alberto Pagani (Pd) e Luca Frusone (M5s).