Whatsapp Pay permetterà lo scambio di contanti: il primo paese a fungere da “cavia” è il Brasile

La popolarissima app di messagistica instantanea per smartphones Android e Apple Whatsapp consentirà il flusso di denaro da un utente all’altro tramite pagamenti digitali, e come primo paese a fare da “regione di prova” sarà il Brasile, come già avvenuto in passato per altre applicazioni in fase di testing.


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Pagamenti digitali sicuri

L’applicazione, dal 2014 di proprietà di Facebook (che già può contare su su una funzione adibita, chiamata appunto Facebook Pay) ha infatti scelto il paese sudamericano per mettere alla prova Whatsapp Pay, come comunicato dallo stesso Mark Zuckerberg attraverso il proprio blog: “Le persone saranno in grado di inviare denaro in modo sicuro o effettuare un acquisto da un’azienda locale senza uscire dalla chat. Gli oltre 10 milioni di piccole e micro-imprese sono il battito del cuore delle comunità brasiliane. Ora, oltre a visualizzare il catalogo di un negozio, i clienti potranno anche inviare pagamenti per i prodotti“. La società ha garantito il massimo livello possibile di sicurezza: sarà richiesto un pin per confermare l’invio del denaro oppure l’identificazione tramite impronta digitale.
Inoltre la società ha già reso noto che ci sarà il supporto delle carte di debito più diffuse, basate su Visa e Mastercard, e visto l’utilizzo esclusivo per ora solo in Brasile, è stata siglata una partnership con Cielo, il principale processore di pagamenti in Brasile.

Gratis per gli utenti

La funzione non prevede commissioni tra utenti standard, mentre questa è prevista per le aziende, in maniera analoga a quanto già accade con servizi analoghi. La struttura utilizzata dall’applicazione sarà la medesima di Facebook Pay, ma il tutto potrà essere svolto senza uscire da Whatsapp. Facebook ha reso noto che ripone grandi aspettative su questa funzione, vista la grande popolarità che l’app già gode da molti anni: “in futuro, vogliamo consentire a persone e aziende di utilizzare gli stessi dati della carta nella famiglia di app di Facebook“.