Cosa succede se la pasta cuoce 2 minuti in più? Incredibile, ecco la verità

Tempi addietro la qualità della pasta la si valutata con un test sulla tenuta in cottura. Oggigiorno, ovviamente, le tecnologie sono avanzate, per cui per cuocere la pasta non è necessario fare un test ad occhi chiusi.

Avrete sicuramente notato che su ogni confezione di pasta, a seconda della tipologia di pasta e a seconda del marchio, è riportato un tempo di cottura differente. Nonostante ciò, se dovesse capitare di sforare di 2-3 minuti questo tempo di cottura cosa succede? Bene, se la pasta è di buona qualità, non succederà nulla, perché resisterà bene anche con qualche minuto in più di cottura.

Ciò è possibile perché è mutato il sistema di essiccazione della pasta stessa, che oggi viene fatto principalmente ad alte temperature. Questa nuova procedura, infatti, permette la formazione, nella pasta, di uno strato esterno che funge da protezione, e permette alla pasta di resistere meglio in cottura.

Un altro vantaggio riguarda i tempi di lavorazione che determinano un incremento della produzione, con le nuove tecnologie e i nuovi macchinari a disposizione, è possibile produrre un quantitativo di pasta maggiore.

Un altro fattore da cui dipende molto la tenuta della cottura è l’utilizzo di materie prime di ottima qualità. Quando si utilizza una materia prima con un quantitativo maggiore di proteine la tenuta della cottura è migliore.

Come si calcola il tempo di cottura ottimale per la pasta?

Le indicazioni sul tempo di cottura della pasta, oggigiorno, è riportato già sulla confezione della pasta acquistata, ed è più o meno un tempo per ottenere la pasta al dente, poi ovviamente dipende dai propri gusti, c’è chi preferisce mangiare una pasta più al dente e chi la preferisce ben cotta.

Per questo motivo alcune aziende hanno deciso di apporre in confezione due valori. Il primo riguarda i minuti per ottenere la pasta al dente mentre, il secondo, si riferisce alla cottura standard.

Per verificare la cottura della pasta esiste un metodo semplice ma che non tutti conoscono. Basta prelevare un filo di pasta dalla pentola, inserirlo tra due vetrini trasparenti e schiacciare. Se nella parte centrale si vede una riga bianca, l’animella, la pasta non è ancora cotta. Il punto ideale per portare la pasta in tavola si raggiunge quando la linea centrale tende a scomparire. ma diciamo che questo metodo in casa non si utilizza, molto semplicemente siamo abituati ad assaggiare la pasta e a scolarla quando secondo noi è pronta.

Perché è preferibile mangiare la pasta al dente?

La pasta al dente ha un indice glicemico più basso. In questo modo l’amido, presente nella pasta, può essere assimilato in modo graduale e si evita il picco glicemico. mangiare la pasta cruda non è possibile, in quanto non sarebbe digeribile, non potrebbe essere attaccata dagli enzimi presenti nel nostro stomaco, oltre al fatto che non è gustosa ed è dura.

La pasta scotta, per contro, nemmeno è consigliabile da consumare, perché nel tubo digerente tende a formare un impasto colloso che rende la digestione più difficoltosa. Ecco perché la pasta non va mangiata né troppo cruda ma nemmeno scotta.

Quali sono i benefici della pasta al dente?

La pasta al dente evita l’innalzamento della glicemia a seguito ad un pasto e, al tempo stesso, ci fa sentire più sazi e per un tempo maggiore.

Tra i benefici che la pasta al dente apporta, è quello del miglioramento delle problematiche a livello intestinale. Le persone che soffrono di colite, intestino irritabile o celiachia, è consigliabile che consumino la pasta al dente, in questo modo si riduce il quantitativo di amido presente nella pasta.

Cosa succede se si mangia la pasta scotta?

Se si lascia la pasta in cottura per più tempo diventa scotta. La pasta scotta quando arriva nello stomaco tende a formare un impasto colloso che rende la digestione più difficoltosa. Il motivo sta nel fatto che con una cottura prolungata viene rilasciato più amido, oltre al fatto che la pasta tende ad assorbire molta acqua e quindi non sarà molto gradevole al palato.

Quindi sarebbe meglio cuocere la pasta per il giusto tempo, in modo da non apportare delle controindicazioni al nostro organismo e allo stesso tempo ciò farà si che sia anche più buona.