Scontro Trump-Cina: gli Stati Uniti potrebbero “bannare” anche Tik Tok dopo Huawei

I rapporti tra Stati Uniti e Cina non sono particolarmente floridi in questi ultimi anni, sopratutto sotto la presidenza Trump che ha più volte accusato  il paese asiatico di poca trasparenza e di utilizzare le tecnologie cinesi per atti illeciti come lo spionaggio.



Ban cinese

E’ oramai noto a tutti che oltre un anno fa il presidente americano ha deciso di “bannare” il brand cinese Huawei proprio per queste motivazioni, provvendimento che ha costretto uno dei più importanti produttori tecnologici del paese, nonchè molto presente anche negli USA a non poter utilizzare i servizi Google per i propri smartphones e dovendo invece adattare uno store interno, provvedimento che dura tutt’ora anche in Europa.
Poi è arrivata la volta del 5G, di cui lo stesso Trump si è sempre dimostrato scettico vista la poca chiarezza di dove i dati sensibili verrebbero stipati: Huawei infatti è strettamente collegata al Partito Comunista Cinese, essendone a tutti gli effetti un’azienda di governo: il tycoon ha ottenuto già un certo successo tra i propri alleati, come ad esempio il premier inglese Boris Johnson, che ha recentemente deciso di rimuovere ogni tecnologia 5G dal Regno Unito, nonostante gli accordi presi in precedenza.

Tik Tok come Huawei?

Sul tavolo di Trump è arrivata la proposta di “bannare” anche Tik Tok, la popolare app, molto diffusa tra i giovanissimi, anch’essa creata da un’azienda cinese e svariate volte al centro di numerose voci che vedrebbero la suddetta azienda molto legata con il governo di Pechino. Recentemente proprio attraverso l’applicazione Trump è stato “sabotato” durante un comizio in Arizona, dove in tanti si erano accordati per prenotare un’ala dell’arena per farla rimanere vuota e facendo andare su tutte le furie il presidente statunitense, tanto che dopo questo episodio ha licenziato del responsabile della sua campagna elettorale.
Ovviamente i motivi di un possibile ban sono molto più complessi, e potrebbero rappresentare l’ennesima mossa in una guerra economica tra i due paesi.