Regione Lazio – Nuovi contagi, chiusi diversi locali della movida: “Usate la mascherina”

La situazione coronavirus non è più classificabile come emergenza ma , e come specificato dal ministro della Salute Roberto Speranza è opportuno che la cittadinanza presti particolare attenzione alle norme oramai divenute famose, adesso non sempre vengono applicate a dovere, ovvero l’utilizzo della mascherina, distanziamento sociale e evitare gli assembramenti.

17 nuovi positivi nella regione

Il rischio maggiore di nuovi contagi infatti appare quello dall’esterno, dove cittadini che ritornano in Italia o dagli stranieri che giungono nel nostro paese, come capitato nel recente passato. L’assessore della Salute della regione Lazio Alessio D’Amato ha praticamente dato l’allarme, dopo aver registrato 17 nuovi casi nella regione, di cui 10 “d’importazione”: “Oggi registriamo un dato di 17 casi. Di questi 10 sono casi di importazione: 6 casi sono di nazionalità del Bangladesh, un caso dall’Iraq, due dal Pakistan e uno dall’India.
Rivolgo un appello all’utilizzo della mascherina o si dovrà richiudere. Non possiamo tornare indietro e disperdere gli sforzi fatti fin qui. Dobbiamo usare la mascherina o rischiamo nuovi casi come in Catalogna“. Diversi esercizi hanno chiuso, come lo stabilimento Ostia La Vela, dove un addetto alle cucine, originario del Bangladesh era risultato positivo al coronavirus, e tutto lo staff resterà in isolamento fino al 30 luglio, mentre i tamponi effettuati ai clienti sono risultati negativi: anche i coinquilini dell’uomo sono stati sottoposti ai test, e uno di loro è risultato positivo, impiegato al ristorante Old Wild West in Via Dragona, che ha chiuso per alcuni giorni proprio per adoperare misure preventive di sicurezza.


Zone della movida chiuse

I controlli nella settimana da parte delle autorità hanno portato la chiusura di diversi esercizi, sopratutto quelle molto note per far parte della “movida” cittadina della capitale, come le zone di Trastevere, San Lorenzo e Rione Monti: la motivazione sono gli  assembramenti rilevati, così come comportamenti scorretti che impedivano, di fatto, l’osservanza delle disposizioni.