F1 news – Fernando Alonso spegne 39 calendine: nel 2006 il suo ultimo titolo

In lizza per il titolo ci sono due signori quali Fernando Alonso e Michael Schumacher, che vorrebbe concludere la carriera (o, con il senno di poi, la prima parte della carriera) con l’ottavo titolo. A separarli ci sono 10 punti. Per vincere il Mondiale, Schumi deve vincere e sperare che Alonso incappi in qualche guaio e vada fuori zona punti.

La vigilia non è certo delle migliori per il tedesco che in qualifica inciampa nella rottura della pompa della benzina e parte solo decimo. Tuttavia la pole è del suo compagno verdeoro, un giovane Felipe Massa. Al suo fianco, Kimi Raikkonen. Dietro di loro Jenson Button e Fernando Alonso, consapevole di avere il mondiale in pugno.

Al via, Alonso è stabile e si mantiene nelle primissime posizioni, mentre Schumacher inizia una breve rimonta di quattro posizioni fino a quando, sorpassando Fisichella sul rettilineo principale, si tocca con l’alfiere Renault. Risultato? Schumacher fora, si fa tutto un giro con la gomma a pezzi, rientra ai box per sostituirla e si ritrova in coda al gruppo.

Ma nella sua ultima, spettacolare esibizione, il tedesco non si demoralizza. Dunque inizia una furiosa rimonta. Michael non ne vuole sapere di concludere la carriera in tono minore. E così inizia a macinare avversari, uno per uno. Alla fine supera anche Kimi Raikkonen, il suo successore designato in Ferrari, con un sorpasso da applausi. Finisce quarto, strappando, meritatamente, il giro più veloce.

Vince Felipe Massa (compagno di Schumacher), seguito dal nuovo campione 2006 Fernando Alonso e da Jenson Button. Un risultato amaro ma dolce allo stesso tempo per Schumacher, che sa di non aver vinto il titolo, ma si è reso in pista di un’impresa memorabile. Sarà l’ultima gara in rosso per Michael, che a Monza aveva annunciato il ritiro dalla Formula 1. Il tarlo del ritorno continuerà a fare capolino nei suoi pensieri, tanto da fargli decidere nel 2009 di accettare la proposta Ferrari di sostituire l’infortunato Felipe Massa. Un incidente avuto in moto qualche mese prima costringerà il sette volte iridato tedesco ad alzare bandiera bianca.

Ma la voglia di Formula 1 era tornata (o forse mai passata) e Schumacher non si farà scappare l’offerta del suo vecchio amico Ross Brawn di guidare per la Mercedes. Sarà un triennio difficile, con due picchi: la pole a Monaco 2012 (solo ‘virtuale’ per via di un penalty di 5 posizioni) e il terzo posto di Valencia nello stesso anno. Un compagno di squadra scomodo, come Nico Rosberg, le 43 primavere e l’ingaggio di Lewis Hamilton, spingono Michael ad annunciare il secondo e definitivo stop a fine stagione.

Ad Interlagos Fernando Alonso vince il suo secondo titolo mondiale. A 25 anni, con il ritiro di Schumacher e il trasferimento in McLaren, lo spagnolo pareva avere la carriera in discesa. L’asturiano si è però trovato sulla propria strada ostacoli inaspettati: dapprima un giovane fenomeno esordiente come compagno di squadra, Lewis Hamilton, e poi la spy story. Risultato: due anni di purgatorio alla poco competitiva Renault. A 29 anni il passaggio alla Ferrari, saranno cinque campionati di grandi imprese e di enormi delusioni, come i mondiali 2010 e 2012 svaniti all’ultimo appuntamento iridato. Il tempo passa e il terzo iride personale non arriva, e il divorzio dal Cavallino è inevitabile: Fernando decide di tornare in McLaren. A Woking le cose non migliorano, anzi. Nel 2018 l’asturiano lascia la F1 per affrontare nuove sfide.

Trionfa a Le Mans (due volte), a Daytona e conquista i titolo iridato anche nell’Endurance. Tenta con meno fortuna l’avventura ad Indianapolis e addirittura prende parte ad una Dakar. La F1 però gli resta nel cuore e così ecco l’annuncio più recente, quello del ritorno. Un nuovo contratto, proprio con la casa della Losanga, per provare a togliersi ancora qualche soddisfazione, nonostante i 39 anni di età.