F1 Passion – Wolff: “Avevamo un divario da Ferrari di 50 kW/h”

Cinquanta Kilowatt, pari a circa 68 cavalli. Questa la differenza in termini di prestazioni che in alcune gare del 2019 la Mercedes ha registrato tra la power-unit realizzata a Brixworth e quella invece assemblata a Maranello. La SF-90 è stata un missile in rettilineo, la W10 invece negli allunghi ha faticato e non poco come ha testimoniato il Gran Premio d’Italia a Monza, con Charles Leclerc che è riuscito a difendersi dalla costante pressione di Lewis Hamilton. Nonostante l’impiego del DRS, il sei volte iridato non è quasi mai riuscito ad impensierire realmente il monegasco.

La Mercedes sulla supremazia a livello di power unit ha basato questo ciclo di vittorie iniziato con l’avvento dell’era turboibrida nel 2014 e di fronte a questo smacco subito da parte della Ferrari a Brixworth e a Brackley hanno lavorato alacremente e senza sosta per incrementare le prestazioni del propulsore e riprendersi il primato di motore più potente in pista. Oltre alla Mercedes ne beneficiano anche la Racing Point e la Williams. La futura Aston Martin spesso registra punte velocistiche addirittura più alte della W11 poiché ha meno drag – resistenza – all’avanzamento aerodinamico. La Williams, grazie al ‘party mode’, in Ungheria ha potuto festeggiare un doppio ingresso in Q2 sia da parte di George Russell che da parte dell’esordiente Nicholas Latifi.

Toto Wolff gonfia ovviamente il petto di fronte al risultato del lavoro svolto nel quartier generale della Mercedes per presentarsi in pista in questo 2020 con motori magari non affidabilissimi, ma molto veloci. “La Ferrari nel 2019 ci ha spinto a lavorare a fondo sulla power unit. In alcune gare eravamo in svantaggio di 50 Kilowatt – ha spiegato il numero uno del muretto Mercedes ai microfoni della testata tedesca Auto Motor und Sport – non è facile ponderare bene il rapporto tra carico aerodinamico e potenza nella realizzazione di una nuova vettura. Per quanto concerne la W11 siamo soddisfatti perché non ci manca grip, abbiamo, però, ancora dei punti deboli nelle curve lente. Per quanto riguarda il propulsore ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo lavorato sul motore a combustione interna, perché tutte le altre aree relative alla power unit presentavano dei limiti. Abbiamo veramente rivoltato quella parte della power unit come un calzino, trovando non pochi cavalli in più”.