Caos deputati, 5 di loro chiesero il Bonus vacanze, chieste le dimissioni da più parti

Ha inevitabilmente scatenato un vespaio quanto emerso dall’Inps, nella fattispecie la sezione incaricata per scovare frodi: 5 deputati, il cui stipendio netto supera i 12mila euro mensili hanno infatti chiesto richiesto il Bonus vacanze, provvedimento adottato dal governo corrente per incentivare il turismo in Italia, che può arrivare ad un valore massimo di 600 euro.


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Le reazioni della politica

I nomi dei deputati non sono stati resi noti per ovvie motivazioni ma diverse testate giornalistiche hanno fatto trapelare le appartenenze politiche: si tratta di tre parlamentari della Lega, uno del M5s e uno di Italia viva, ma la vicenda sembra riguardi anche un giro di persone più ampio visto che sarebbero coinvolti anche 2mila amministratori locali e tra loro anche governatori di Regione e sindaci.

Reazioni

Immediata la reazione di ogni parte politica, a partire dal M5S, e dal presidente della Camera Roberto Fico: “questi deputati chiedano scusa e restituiscano quanto percepito. È una questione di dignità e di opportunità. Perché, in quanto rappresentanti del popolo, abbiamo degli obblighi morali, al di là di quelli giuridici. È necessario ricordarlo sempre”, seguito a ruota dal ministro degli Esteri Luigi di Maio e il reggente Vito Crimi. Rincara la dose Barbara Lezzi che dichiara “Se è vero, come riportato dalle agenzie di stampa, che uno dei cinque deputati che hanno avuto il barbaro coraggio di intascare 600 euro di sussidio è del M5S, dobbiamo sapere chi è e deve essere immediatamente espulso. Non ci sono spiegazioni che tengano. Dagli uomini di Renzi e Salvini ce lo potevamo aspettare ma dai nostri proprio no”, ribadendo che “La differenza del M5S sta nella reazione”. Il Partito Democratico usa in maniera massiccia il termine “vergogna”, come espresso dal segretario Luca Zingaretti e il capogruppo alla Camera, Graziano Delrio mentre il vicepresidente del Gruppo, Michele Bordo, chiede che Fico “trovi immediatamente la maniera per porre rimedio a questa ingiustizia, che è uno schiaffo enorme nei confronti di chi ha realmente bisogno”.