Due anni dal Crollo del ponte Morandi. Conte: “Garantire strutture sicure”, Di Maio chiede giustizia

Sono passati esattamente due anni dal tragico crollo del Ponte Morandi di Genova che costò la vita a 43 persone, e gli esponenti del governo hanno partecipato ad una commemorazione proprio per omaggiare le vittime del crollo alla Radura della Memoria, sotto il nuovo ponte Genova San Giorgio, è cominciata con la proiezione di un filmato intitolato “Per non dimenticare”, e alle 11.36, ora esatta del crollo c’è stato un minuto di silenzio, accompagnato dalle campane e dalle sirene del porto.


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Il cordoglio di Conte

Il Premier si è così espresso per ricordare le vittime “Siamo qui a ricordare e non vi lasceremo soli in questa vostra richiesta di accertamento delle precise responsabilità. Il vostro dolore è il nostro e la vostra ferita è la nostra. Questa esperienza non resterà confinata in ambito familiare ma vi sosterremo nello sforzo per alimentare una memoria collettiva. Abbiamo i magistrati e una attività investigativa molto complessa che va avanti”.
L’intenzione del governo è quella di fornire strutture più sicure per non permettere il ripetersi di simili tragedie. Conte ha inoltre garantito che Genova non verrà più lasciata sola, per finire un veloce commento sulla tanto chiacchierata trattativa con Aspi: “Non voglio essere polemico, sicuramente è stato un negoziato faticosissimo e durissimo.Ancora aspettiamo di mettere le firme sull’accordo finale”.

Voglia di Giustizia

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio che ha esternato la voglia di giustizia, che può arrivare solo rompendo ogni legame con i Benetton, di fatto i proprietari di Aspi e quindi responsabili della mancata manutenzione del Ponte Morandi: “Siamo qui a ricordare che le famiglie delle 43 vittime del ponte Morandi meritano rispetto. Per questo si è raggiunto un accordo per allontanare i Benetton dalla gestione di Autostrade. Se qualcuno pensa di tornare sui propri passi troverà sempre la nostra resistenza.Vigileremo costantemente, quotidianamente. La revoca rimane sul tavolo, non è mai stata esclusa. Giustizia sarà fatta definitivamente solo quando i Benetton saranno totalmente fuori da Aspi. Lo Stato ha il dovere di tutelare i propri cittadini, ha il dovere di mettere in sicurezza il Paese. Lo stato deve dimostrare di esserci“.