Pace Fiscale, Salvini all’attacco

I temi politici italiani ruotano intorno alla pace fiscale. Così come per il referendum, sembra quasi esserci una lotta a due anche su questo argomento. In particolare c’è chi la vuole nei termini giusti e chi invece vorrebbe prorogarla al 31 dicembre, ma senza pensare anche a quelle che potrebbero essere le conseguenze.

Pace fiscale, la Lega rilancia

Le posizioni più nette arrivano dal leader del carroccio, ovvero Matteo Salvini, che in una recente dichiarazione pubblica ha affermato come sulla pace fiscale ci dovrebbe essere uno slittamento al 31 dicembre, con la sospensione quindi di tutti i saldi, degli acconti e dei versamenti, nonché di quanto di regola con Equitalia.


Salvini, a suo dire, si fa portavoce dei commercialisti così come degli imprenditori, chiedendo come in Italia ci debba essere il tempo di lavoro necessario per poter incassare qualcosa.

Ha dichiarato, dunque, come la vicenda pace fiscale debba esser rimandata dal 1 gennaio 2021 in poi, prospettando come sempre venti di guerra.

Se parla di pace fiscale la Lega…

Curioso come parli di pace fiscale un partito che era stato condannato per una storia di rimborsi illeciti negli anni precedenti. Rimborsi elettorali non dovuti e stimati in addirittura 49 milioni di euro, erano stati utilizzati per spese personali e dunque non per gli scopi previsti.

Addirittura i fondi erano stati dirottati, in alcuni casi, all’estero, investiti in altre attività, addirittura nell’acquisizione di diamanti. Tanto per dire che dai diamanti non nasce niente, parafrasando il mito Cristiano De Andrè.

49 milioni, altro che pace fiscale

Proprio sull’argomento, Matteo Salvini ha sempre glissato, dichiarando come sono soldi che lui non ha mai visto, ma alcune inchieste giornalistiche (come nel caso dell’Espresso) avevano sostenuto come sia lui che Roberto Maroni avessero utilizzato una parte di questi 49 milioni di euro successivamente. Insomma, una faccenda pasticciata, ancora in corso di evoluzione.
Ecco, il primo punto sembra proprio questo: un leader di un partito che parla di pace fiscale non dovrebbe pensare alla…pace fiscale che dovrebbe attuare con la Lega?

Proposte nel vento

Dunque, quella di Matteo Salvini a Vietri sul Mare è sembrata l’ennesima dichiarazione che serve sì ad accontentare il popolo, ma serve anche a nascondere forse qualche scheletro nell’armadio. Perchè in Italia siamo contradditori per questo: parla di pace fiscale il leader di un partito, la Lega, che non ci sembra proprio a posto con i conti; parla di calcio chi non ha mai visto una distinta di una formazione dal vivo; parla di vino chi è astemio e beve al massimo aranciata.