Bilancio Mps, c’è attesa per le prossime stime

Hanno avuto un notevole interesse i risultati mostrati dal gruppo Mps per quanto riguarda il suo ultimo trimestre. I dati, infatti, sono ancora interessati soprattutto per capire se c’è un margine di crescita nella società.

Sono lontani i tempi belli, ma sono lontani anche i tempi del disfattismo più assoluto, che ha portato quasi al crack definitivo. Certo, dopo il lockdown ci potrebbe essere tanto da lavorare, ma la crisi potrebbe rivelarsi una straordinaria opportunità per fare piazza pulita di ciò che non va, ripartendo solo dalle vere priorità.


         I ricavi al 30 giugno 2020 per Mps

Il gruppo Mps ha realizzato dei ricavi complessivi pari a 1.453 di euro, che va comunque analizzata nel livello medio.

Certo, c’è un 8,4% rispetto allo stesso periodo per quanto riguarda l’anno 2019, ma la flessione di questo dato va spiegato con il Covid, con la chiusura di molte attività commerciali e dunque sul caso degli incassi complessivo del sistema Italia.

Mancando relativi rendimenti, commissioni e quant’altro questo dato negativo può essere…quasi positivo. Ci si aspettava infatti un tracollo ancora maggiore.

     Il miglioramento è comunque arrivato per Mps

I dati migliorati riguardano comunque gli altri ricavi della gestione finanziaria.

C’è stato in supporto il maggiore contributo fornito da Axa che ha dato sicuramente una mano in questo particolare momento. Sono arrivati maggiori proventi, arrivati dalla cessione dei titoli, poi compensati dalla flessione dei risultati dell’attività di trading (dovuti al primo trimestre, tristemente influenzato dall’emergenza Covid).

Sono migliorati, ed è un’altra notizia positiva, i proventi di gestione che includevano la contabilizzazione sull’indennizzo legato al diritto di recesso sul contratto stipulato qualche tempo fa con Juliet, che pesa per 49 milioni di euro.

                         Quasi l’anno zero.

Può essere una specie di anno zero sia per Mps sia per gli altri istituti. Perché il confronto con i bilanci, anche con quelli di fine 2019, rischiano di essere davvero impietosi. Sono mancati i metri di valutazione, due mesi di lockdown hanno pesantemente influito sulla vita economica delle persone, figuriamoci su quelle delle banche, che agglomerano i vari comparti della vita sociale.

Il margine di interesse al 30 giugno per Mps è pari a 647 milioni di euro (flessione del 20,5% rispetto all’anno 2019 di quello stesso periodo), così come è mancata la raccolta commerciale e vi è stato un minor contributo degli impieghi commerciali, così del portafoglio titoli.

Lieve calo delle commissioni (meno 3,9% rispetto l’anno precedente), ma sostanzialmente forse una maggior fiducia verso il prossimo trimestre finanziario, i cui esiti si sapranno tra qualche settimana.