Roby Facchinetti a Verissimo – In lacrime per la sua città

Roby Facchinetti sarà sempre la voce storica dei Pooh, nonchè l’autore di tanti successi della nota band italiana. L’artista ha vissuto da vicino il dramma che ha colpito Bergamo: “Non la riconosco più, non è più la stessa”, dice nel salotto di Verissimo.


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Roby Facchinetti non trattiene le lacrime nel raccontare le sue preoccupazioni di questi mesi. “Queste ferite, io credo che rimarranno dentro di noi per tantissimo tempo”, aggiunge, “ci sono famiglie decimate”.

Roby Facchinetti a Verissimo – “Ero terrorizzato”

Roby Facchinetti ha avuto terrore in quei momenti. Stretto alla moglie, ogni mattina andava a prendere il giornale ed era impressionante vedere come la maggior parte delle pagine fossero piene di necrologi. Ad ogni pagina, si ritrovava i nomi di amici e parenti. “Ho cinque figli, sei nipoti, una famiglia, una moglie, dei fratelli, dei parenti”, racconta, “erano tutti terrorizzati perchè accadeva ovunque, in quasi tutte le famiglie”. Per il musicista il Coronavirus è come una bestia e già a marzo, ricorda, nessuno in città riusciva a comprendere il motivo di tante morti.

Poi un giorno si è ritrovato al pianoforte, per alleggerire il dolore che aveva colpito la sua Bergamo. “E improvvisamente è nato il brano Rinascerò, rinascerai. Non so nemmeno io da dove sia nato, dal mio cuore, dalla mia creatività o da qualcos’altro”, aggiunge, “avevo capito che era una melodia che a me per primo stava facendo bene”. Così è nato il progetto con Stefano D’Orazio, che ha colto la palla al balzo. In poche ore, l’autore ha scritto il testo e Roby ha puntato subito al video. “In quel momento doveva rappresentare in pieno la nostra città e pensai subito al nostro ospedale”, prosegue. Così ha contattato i medici e ha raccolto le immagini per la clip. Nonostante la distanza forzata, Roby Facchinetti è sempre rimasto in contatto con i figli. Poi finalmente quando li ha potuti vedere, è nato un abbraccio “Mai stato così desiderato. Sembrava che fossimo usciti da un incubo”.