Borsa di Milano: il timore di una nuova pandemia rallenta i mercati

La parola chiave che sta caratterizzando la seduta di questa mattina 24 Settembre 2020 è senza dubbio “volatilità”. La partenza dei listini europei è stata per lo meno lenta.

In realtà la tendenza europea è fortemente influenzata dalla chiusura molto debole di Tokyo. A dire il vero l’influenza prudente è senz’altro condizionata anche dal tonfo messo a segno ieri da Wall Street.

Il mercato americano infatti ha avuto una giornata tutt’altro che simpatica: l’indice Nasdaq ha perso il 3,02%, il Dow Jones è arrivato a perdere l’1,92% e l’S&P ha perso il 2,37%.

Il momento storico è molto particolare e non possiamo di certo dimenticarci che l’approssimarsi dell’ultimo trimestre dell’esercizio spinge solitamente gli investitori ad atteggiamenti più cauti. Questi fattori uniti assieme risultano ovviamente determinanti nel condizionare in maniera netta la fiducia dei mercati.

La prudenza europea

La partenza lenta delle contrattazioni del Vecchio Continente è figlia anche del Bollettino della Bce che ha previsto una ripresa nel terzo trimestre 2020 ma con la condizione che non ci sia una ripresa della pandemia da Covid-19.

Questa grossa condizione sine qua non, non fa certo stare sereni i mercati. Il virus non sembra dare segni chiari: non si sa come potrà evolvere la situazione e questo genera prudenza dei mercati.

La fiducia nelle imprese tedesche è senza dubbio migliorata di molto, e questo è un buon segnale ma è anche evidente che la crescita dei contagi in Gran Bretagna, in Francia ed in Spagna preoccupi in maniera decisa.

In Inghilterra sono state introdotto delle restrizioni più strette alla cittadinanza ed in Francia ci si appresta a mettere in atto tutta una serie di misure di contenimento. In Spagna sembra preoccupare la zona di Madrid.

Settembre è sempre Settembre

In realtà Settembre è sempre stato un mese piuttosto difficile per le Borse e in questo periodo molto particolare sarebbe davvero utopico aspettarsi climi borsistici più sereni.

La tensione per una nuova recrudescenza della pandemia da Covid-19 è senza dubbio un fattore determinante in questo momento difficile delle Borse ma non è l’unico ingrediente a tenere con il fiato sospeso gli investitori.

Se guardiamo ai crudi numeri il Nasdaq da inizio mese ha ottenuto la performance peggiore perdendo circa il 10% in meno di un mese. A Piazza Affari invece il FTSE MIB ha perso ben il 3,8% andando così a segnare una bella tacca sotto alla soglia dei 19.000 punti.