Pace fiscale: il giorno del giudizio sarà il 10 Dicembre

Il difficile momento che sta vivendo il nostro Paese è sottolineato dalle azioni che il Fisco sta mettendo in atto per ricostruire un rapporto di fiducia saldo con i cittadini.

L’economia è davvero in difficoltà dopo il lockdown e le istituzioni sembrano intenzionate a rilanciare il Paese evitando quella che molti hanno già definito la “bomba sociale”.

In sostanza si vuole evitare che i cittadini, già in crisi economica piuttosto forte, si vengano a trovare in una posizione disperata. Tutto questo evitando però che alcuni “furbetti” si approfittino della situazione.

I furbetti non mancano mai

Il Fisco ha disposto una forte osservazione dei flussi di pagamento ed un monitoraggio preciso dei versamenti, affinché i contribuenti meno onesti evitino di utilizzare questo importante strumento di aiuto per trarne vantaggi personali.

Alcuni “furbetti” hanno aderito a forme di definizione agevolata e poi non hanno pagato le rate dovute. Questo ha permesso loro di beneficiare di alcune agevolazioni della pace fiscale, come il blocco delle esecuzioni coattive, ma poi non è stato corrisposto il dovuto.

La scure del 10 Dicembre

Il 10 dicembre 2020 è il termine ultimo per sanare la propria posizione nei confronti del Fisco.

Questo è quanto previsto dai due Decreti emessi dall’Esecutivo, rinominati “Rilancio” e “Agosto”. Il fine ultimo è quello di recuperare i debiti pregressi e ancora non saldati offrendo comunque una dilazione di pagamento.

Chi paga entro e non oltre la fatidica data del 10 dicembre, non dovrà pagare ulteriori interessi o alterazioni dei piani di pagamento concessi in precedenza.

La data de 10 dicembre rimane come riferimento anche per chi era già decaduto dalla rottamazione, o dal saldo e stralcio perché non aveva correttamente adempiuto al pagamento delle rate scadute nel 2019: fino a tale data sarà ancora in tempo per sanare la propria posizione.

Il 10 dicembre rimane dunque l’ultima speranza per chi cerca veramente una pace fiscale, chi andrà oltre prenderà di conseguenza una posizione ostile rispetto al Fisco.

Le sei scadenze del Fisco

Sono ben sei le scadenze fiscali che andranno a confluire in un’unica data: il 10 dicembre. Si tratta della cosiddetta rottamazione ter, la cui scadenza in origine era fissata al 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio, 30 novembre.

Inoltre vanno annoverate le scadenze per saldo e stralcio cartelle che erano in realtà previste per il 31 marzo e il 31 luglio.

È importante notare che per la data del 10 dicembre non si applicherà il termine di tolleranza di cinque giorni previsto dall’articolo 3, comma 14-bis, del DL n. 119 del 2018.