Mandati in archivio dopo poco più di un anno dalla sua creazione, i Decreti Sicurezza, sviluppati dall’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini, durante il primo governo Conte: i nuovi DL Sicurezza di fatto ne prendono il posto, essendo diventati legge poche ore fa.

Modifiche al Dl

Il Consiglio dei ministri ha approvato quando presentato dal Ministro dell’Interno Luciana Lamborgese che hanno presentato il nuovo Dl, lavoro di mediazione tra l’alleanza di governo: in particolar modo sono stati Partito Democratico e Liberi e Uguali a voler di fatto cancellare le decisioni di Salvini in merito. Dopo una lunga trattativa tra centrosinistra, sinistra e M5s, il testo è diventato legge. Il segretario del PD Nicola Zingaretti ha espressio la propria soddisfazione su Twitter (“I decreti propaganda/Salvini non ci sono più. Vogliamo un’Italia più umana e sicura. Un’Europa più protagonista”), così come il vicesegretario democratico Andrea Orlando (“I decreti insicurezza di Salvini vanno in soffitta. Il Pd ripristina la civiltà e lo stato di diritto. Si cancella una vergogna e si riorganizza l’accoglienza per promuovere l’integrazione e garantire la sicurezza per tutti”).

Cosa cambia

Niente più multe per le ONG, e niente più confisca delle navi di queste ultime (nel mentre ritorna al ministro delle infrastrutture la responsabilità di determinare lo stop o il transito delle navi), mentre la protezione umanitaria è stata ribattezzata protezione speciale, riservata a chi ritorna nei propri paesi di origine qualora questi presentassero trattamenti “inumani e degradanti”, così come il diritto ad essere accolti e integrati, i punti fondamentali del nuovo decreto in nove articoli dedicati all’immigrazione. Presente anche la convertibilità in permesso di soggiorno per motivi di lavoro di alcune tipologie di permessi, ad esempio “per protezione speciale, per calamità, per residenza elettiva, per acquisto cittadinanza o apolidia, per attività sportiva, per lavoro di tipo artistico, per motivi religiosi, per assistenza minori”. Una novità il Daspo, denominato “norma Willy”, in onore di Willy Monteiro Duarte, il giovane pestato a morte a Colleferro alcune settimane fa, per tenere lontani violenti e spacciatori dai luoghi di intrattenimento, l’aumento delle pene per il reato di rissa: i questori potranno disporre il divieto di accesso a esercizi pubblici e locali in generale, a chi ha subito una denuncia per reati relativi a violenza e disordini vari, negli ultimi 3 anni. Quest’ultima norma è stata firmata da Alfonso Bonafede e Luciana Lamorgese.

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