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Giovanni Simeone a Cagliari è rinato. Dopo l’exploit con il Genoa e una prima annata positiva alla Fiorentina aveva cominciato a trovare qualche diffcoltà e i gol tardavano ad arrivare. L’approdo a Cagliari però gli ha fatto bene: qui ha ritrovato gioia, entusiasmo e soprattutto gol. Linfa vitale per un attaccante.

Simeone Jr ha raggiunto quello che ha definito ‘un dono’; la convocazione nella nazionale argentina. Scaloni lo ha chiamato di nuovo, non è la prima volta, ma l’emozione è sempre la stessa: Giocare per l’Argentina è unico ha detto l’attaccante del Cagliari a La Nacion – Parlo con i miei amici e mi chiedono come ci si sente ad allenarsi con certi giocatori. Ma per me non è solo per allenarmi. È tutto, sentirmi un giocatore della Nazionale è un dono, un premio che ho conquistato e ora devo dare tutto”. 

Una scalata iniziata dal basso, favorita dai consigli di papà Diego: “Ha una passione incredibile, ti fa superare i tuoi limiti. Non sei influenzato dal sacrificio e, cosa più importante, non sei influenzato dal peso di quando le cose vanno male”. Uno stimolo continuo, anche se di tattica il Cholo non parla mai: Vai a chiedere al tuo allenatore, mi dice. Perché ti metto delle cose in testa, se poi l’allenatore vuole qualcos’altro?”.

Dodici gol lo scorso anno, ora una nuova ripartenza con Di Francesco. Il Cholito è pronto a fare di nuovo bene in Serie A: “Papà, quando ero ragazzo, mi diceva che dovevo andare in Italia per imparare. Il calcio qui è molto difficile. Un gol in Italia vale il doppio che altrove. Amo quel paese. Questa cultura della pasta, della pizza. La mia ragazza è italiana”, conclude Simeone.

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