Se lavare il gatto è una delle grandi domande dei padroni dei piccoli felini che vivono abitualmente con noi nelle nostre case. In genere i gatti non sono amanti dell’acqua, tendono a sfuggirne, anche se non è un discorso valido per tutti: esistono mici abituati fin da piccoli a fare il bagnetto che riescono a rilassarsi e a godersi il momento se questo viene vissuto con massima attenzione e affetto da parte del padrone. Tuttavia fare il bagno al gatto, anche se con una frequenza non eccessiva, è consigliabile per diversi motivi.

Lavare il gatto può essere utile: ecco ogni quanto farlo

Il bagno, per il gatto, ha più o meno le stesse funzioni che ha per il cane. Certamente il gatto è un animale più pulito perché è abituato a pulirsi il pelo da solo con la propria lingua, più volte al giorno e con estrema attenzione. Questa routine di pulizia però spesso elimina, agli occhi del padrone, la necessità di fare il bagno. Non è esattamente così: il bagno può servire ad eliminare lo sporco, specialmente se il vostro è un gatto che vive in semilibertà oppure in un grande giardino; aiuta ad eliminare il pelo morto nei periodi di muta, diminuendo il numero di peli che finiranno sul vostro arredamento; infine può servire ad eliminare i parassiti che hanno trovato ospitalità sull’animale.

Ci sono poi situazioni in cui lavare il gatto diventa necessario: dopo un intervento per il quale il gatto è costretto al collare elisabettiano, e quindi non può leccarsi per numerosi giorni di seguito; in conseguenza del contatto del suo pelo con sostanze tossiche (vernici, ad esempio) perché leccandole con l’intenzione di pulirsi potrebbe ingerirle e avvelenarsi; infine quando il gatto è molto anziano e i problemi di mobilità gli impediscano di provvedere autonomamente alla sua igiene personale. La frequenza con cui lavare il gatto può essere utile varia a seconda delle situazioni: un gatto dal pelo lungo, così proprio come con i cani, ha bisogno di maggior frequenza rispetto ai gatti dal pelo corto. Per i primi il lavaggio è consigliabile ogni 3-4 settimane, per i secondi si può arrivare anche a due mesi di distanza da un bagno all’altro. Per i gatti bisogna sempre tenere presente, però, che un bagno in meno nella frequenza (solo uno, ndr) è sempre meglio di un bagno in più, perché i lavaggi troppo frequenti potrebbero causare un indebolimento del pelo.

Lavare il gatto può essere utile: ecco come fare

La cosa migliore che si possa fare per abituare il gatto al bagnetto è quella di provare a fargli il primo quando è ancora cucciolo. Ci sarà maggiore possibilità che, incuriosito, accetti e gradisca il contatto con l’acqua. I gatti piccoli infatti spesso entrano nelle pozzanghere e provano il contatto con la prima pioggia, e quello dei primissimi mesi è un momento importante per dargli un imprinting positivo.

Per far sì che l’esperienza del bagno sia gradevole, ci sono numerose attenzioni cui si può ricorrere. Innanzitutto la temperatura dell’acqua: dev’essere simile alla temperatura corporea del micio, e quindi intorno ai 39 gradi centigradi. Preparate una bacinella con 10-15 centimetri d’acqua tiepida, quanto più vicina possibile a questa temperatura, e riponete la doccia o chiudete il rubinetto: il gatto non va mai lavato sotto l’acqua corrente e comunque mai sotto un getto troppo forte che potrebbe spaventarlo. Inumidite il suo pelo sempre nella direzione naturale, mai contropelo, e non bagnate occhi, orecchie e muso, che sono estremamente delicati. Utilizzate un detergente specifico per animali come sapone, e insaponatelo con gli stessi gesti con cui lo coccolate: carezze e grattini, sempre senza fare contropelo.

Risciacquatelo con attenzione e cura, in modo da non lasciare tracce di sapone sulla cute e sul pelo. Potete tornare ad utilizzare la doccia, ma col getto al minimo e sempre alla stessa temperatura, per aiutarvi. Meglio ancora un bicchiere o una caraffa con cui far scendere dolcemente l’acqua addosso al gatto. L’asciugatura va fatta in modo molto delicato: avvolgete il micio in un asciugamano a lui dedicato, e se l’avete munitevi di un phon silenzioso o di un termoventilatore. Magari accendeteli prima di iniziare il bagno per abituare il gatto ai rumori, se ne fa di rilevanti.

Lavare il gatto può essere utile: ma è necessario?

Lavare il gatto con la giusta frequenza e delicatezza serve a fargli mantenere il pelo lucido e pulito, libero da eventuali parassiti, e l’esperienza può essere rafforzativa del legame tra padrone e micio, se questi la vive di buon grado. Se il gatto rifiuta però totalmente l’acqua e mostra segni di evidente stress e disagio, è meglio soprassedere. Fatta eccezione per le occasioni in cui il gatto ha estrema necessità di essere lavato (vedi sopra) si può procedere alla pulizia del micio con salviettine umidificate, panni umidi o uno shampoo secco. Sono rari i problemi veterinari causati da una mancata cura del pelo del gatto, per il quale lo stesso micio come già detto provvede, mentre discorso ben diverso è quello della cura del pelo del cane.

L’articolo è prodotto e pubblicato a scopo puramente informativo. Non si sostituisce a consulti e a visite con il veterinario di fiducia, che restano la base fondamentale della gestione sanitaria del cane e di ogni animale domestico. In qualsiasi caso invitiamo a tenere il proprio veterinario come punto di riferimento per qualsiasi tipo di malessere o fastidio.

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