Fedez l’iniziativa per i lavoratori: ”Aiutare 570 mila dipendenti”

Fedez dopo l’annuncio della seconda maternità della sua compagna Chiara Ferragni, torna a parlare, ma questa volta si espone su una questione molto delicata che da mesi preoccupa tanti lavoratori. Parliamo di chi si occupa di ciò che avviene dietro gli spettacoli musicali e non.

Infatti, nelle giornate scorse si sono svolte alcune manifestazioni a cui migliaia di professionisti hanno aderito per protestare, pacificamente, riguardo la loro posizione nel mondo lavorativo. Da mesi queste persone non percepiscono uno stipendio e non sanno come andare avanti, così il rapper ha deciso di dar loro una voce.

Fedez l’iniziativa per i lavoratori

Ciò che vuole fare il cantante potrebbe aiutare migliaia di persone che si occupano di organizzare e sistemare gli eventi nel mondo dello spettacolo. Così ha deciso di esporsi sull’argomento e invitare gli altri suoi colleghi a fare lo stesso, a spingerlo a fare una cosa del genere sono state le immagini dei bauli disposti a Piazza del Duomo a Milano.

Fedez iniziativa per i lavoratori
Fedez – giornal.it

Così sollecita tutti a prendere in considerazione quanto ha pensato:” Nel week end tutte le maestranze della musica, dai fonici ai tecnici delle luci, tutte le persone che lavorano dietro un palco hanno manifestato. Per chiedere qualche certezza per un settore che è già duramente colpito ma sicuramente lo sarà ulteriormente nei prossimi mesi. Non sono per gli appelli politici perché ho una visione disincantata del mondo e credo che non servano a un c****.”

Fedez afferma: ”Bisogna aiutare 570 mila dipendenti”

Continua cercando di rendere consapevoli tutti i suoi fan, ma soprattutto i suoi colleghi e le organizzazioni:” Quindi io metto sul tavolo una soluzione che ho già messo nei mesi scorsi ma probabilmente non è stata vista. Utilizzo i miei spazi social per proporre una soluzione pragmatica. Noi artisti possiamo fare e che le stesse agenzie di booking possono mettere in atto. Gli artisti di un certo calibro che fanno palazzetti, hanno nei loro contratti l’anticipo minimo garantito. Tutti gli artisti che hanno rimandato i loro tour hanno percepito delle somme di denaro importanti. Io metto a disposizione il 100% del mio anticipo”.

 

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 L’adesione di massa è indispensabile come afferma, per riuscire ad ottenere un aiuto concreto:” Se tutti gli artisti mettessero a una parte del loro anticipo per costituire un fondo porteremo un po’ meno parole e un po’ più di concretezza. Io sono qui a disposizione. Mi sento di dire alle agenzie di booking che non hanno rimborsato i biglietti dei tour rimandati quindi i soldini ce li hanno in cassa. Quindi potremmo unire le forze tutti insieme. A me non me ne frega una beata m******* di mettere il cappello su questa cosa. Ci sono stati grandissimi artisti italiani che hanno portato avanti questa causa. Se loro vogliono prendere in mano le redini di questa cosa a me non interessa prendermi il merito. È solo un’idea e io sono qua, per quanto riguarda le agenzie di booking sarebbe bello che partecipassero anche loro perché mi sto mordendo la lingua. Questa idea assume un senso solo nel momento in cui siamo in un po’ e si raccolgono milioni di euro per aiutare 570 mila dipendenti. Secondo me è una bella idea”.