Contrasti tra nuovo DPCM e i mezzi pubblici: ipotesi smartworking e lezioni da casa

Il nuovo DPCM, ufficializzato dal governo nella giornata di ieri coinvolge numerosi aspetti lavorativi e di vita quotidiana per la cittadinanza, obbligando di nuovo ad adattarsi a misure di sicurezza atte a limitare il più possibile la risalita ulteriore dei contagi e scongiurando così l’ipotesi di un nuovo lockdown.

Regioni vs governo

Le Regioni avevano chiesto 24 ore per esaminare il testo dell’ultimo DPCM, dopo gli ultimi confronti con il governo in relazione alle scuole superiori, dove è stato proposto il riutilizzo della didattica da casa proprio per evitare sovraffollamenti nelle classi e nei mezzi pubblici, categoria sotto pressione proprio dopo il ritorno a scuola.
Proprio per questo Paola De Micheli, ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti ha ufficialmente ordinato una convocazione le associazioni rappresentative delle aziende del trasporto pubblico locale, i rappresentanti della Conferenza delle Regioni, di Anci e di Upi per un confronto su come operarsi in merito: dopo gli ultimi aggiornamenti sulla densità di passeggeri che utilizzano i trasporti pubblici potrebbe essere decisa la riduzione della capienza per i mezzi, che potrebbe scendere da 80 % a 50 % che però dovrebbe essere accompagnata da una riduzione della pressione degli utenti.

Smartworking e lezioni da casa

Qualora si decidesse di proseguire su questa strada, sarebbe problematico garantire il flusso negli uffici e nelle scuole e garantire allo stesso tempo una messa in sicurezza con il distanziamento sociale. Oltre a tutto questo sarebbero necessarie più risorse, più mezzi e maggiori controlli e quindi più assembramenti alle stazioni.
Ecco perchè molte aziende stanno ipotizzando un riutilizzo di misure come smartworking per chi lavora in ufficio e lezioni da casa per gli studenti di scuole superiori, misura ostracizzata da Nicola Zingaretti del PD e avallata da Luca Zaia, ad esempio; Antonio Decaro, il presidente dell’Anci, Associazione nazionale dei Comuni si è così espresso:
“Così si sovraccaricano i mezzi di trasporto pubblico perché si muovono insieme pendolari e studenti. Una soluzione può essere tornare allo smartworking e scalare gli orari di ingresso e di uscita dalle scuole, altrimenti rischiamo di avere il distanziamento nelle aule ma non riusciamo a rispettarlo nei bus”.