Coronavirus, la preoccupazione del virologo Crisanti: “I numeri risaliranno, bisogna intervenire pena nuovo lockdown”

La rapida risalita di positivi al Covid-19, dopo diverse settimane di relativa calma in fatto di contagi, ha messo in allarme i governi di tutta Europa che hanno iniziato a prendere provvedimenti già da diverse settimane, e anche in Italia sono arrivate le prime contromisure.

Bivio

Andrea Crisanti, virologo dell’università di Padova ha manifestato la propria preoccupazione in vista dei prossimi mesi, mettendo in guardia le autorità competenti su come adoperarsi in questo particolare momento storico: opinione del virologo è che ora siamo davanti ad un bivio, visto che la curva di contagi è in rapido aumento, il che richiederà una presa di posizione netta. Intervistato da Rainews24 dichiara: “Tra 15 giorni non vorrei trovarmi a discutere di 15mila casi al giorno, e in questo lasso di tempo anche le vittime aumenteranno così come i numeri in terapia intensiva“. Prendendo a esempio quanto sta accadendo nel Regno Unito, continuando così un nuovo lockdown nelle ultime settimane del 2020 sarà obbligatorio istituire un nuovo lockdown, come già deciso dal governo d’oltremanica.

Tracciamento dei contatti

Crisanti, appoggiato anche da Walter Ricciardi, consulente scientifico del ministero della Salute e membro del comitato esecutivo dell’Oms (che non ha escluso l’eventualità di arrivare a 16mila casi al giorno anche prima del mese di novembre), ha ricordato che l’unica maniera per gestire una nuova impennata di positivi sia il tracciamento dei contatti (“Il sistema si è rotto facendo aumentare contagi e vittime quando con l’incremento dei positivi non è stato possibile fare sul territorio i tamponi a chi ha avuto contatti a rischio con positivi”), asserendo che il governo ha cercato misure prevalentemente contenitive verso il virus piuttosto che anticiparne la nuova diffusione, facendo tesoro di quanto accaduto durante la scorsa primavera.