Claudio Marchisio omosessualità nel calcio: “Liberiamoci dal machismo”

Claudio Marchisio grande ex calciatore della Juventus, con cui ha esordito fin da piccolo, ha costruito un’immensa carriera con la Vecchia Signora da sempre parte del suo cuore. All’età di 33 anni si ritira dal mondo calcistico a causa della mancanza di stimoli e la consapevolezza di un fisico ormai destabilizzato dai vari infortuni.

Torna a discutere di temi davvero attuali e importanti nel suo nuovo libro intitolato “Il mio terzo tempo. Nel calcio e nella vita valgono le stesse regole”. Oltre a raccontare episodi inediti della sua esperienza lavorativa, ribadisce la sua posizione di fronte all’impegno sociale e civile che ha dimostrato molte volte anche nella vita di tutti i giorni.

Claudio Marchisio omosessualità nel calcio

Un libro che porta un gran peso dietro, una lezione da regalare ai tanti adolescenti e adulti che lo seguono. Così decide di discutere di temi molto delicati in questo periodo storico come il razzismo, la voglia di riscatto, il bullismo ma soprattutto l’omofobia. Il suo obiettivo è quello di voler aprire gli occhi alla gente abbattendo anche la mascolinità tossica, presente anche nel calcio che spesso crea una profonda sofferenza vero chi ha un orientamento sessuale diverso. Distruggere questo grandissimo tabù in uno sport così stereotipato migliorerebbe di gran lunga la vita all’interno di un campo che spesso non è soltanto sinonimo di lavoro, ma anche di grande passione.

Claudio Marchisio omosessualità nel calcio
Claudio Marchisio – giornal.it

Leggiamo le sue parole: “Se di qualcosa mi posso rammaricare, casomai, è proprio il fatto di non essere arrivato prima a comprendere quante situazioni ho dato per scontate senza considerare che potessero in qualche modo fare male a qualcuno. Il tema dell’orientamento sessuale e quello della marginalizzazione dell’omosessualità sono certamente due di queste questioni. Me ne rendo conto appieno solo adesso che ho smesso di giocare. Non so se ho mai avuto dei compagni di squadra omosessuali. Se ci sono stati, non si sono mai sentiti liberi di dirlo pubblicamente, né a me (cosa che conta poco) né al mondo. Ho però ben presente la disinvoltura con cui, specialmente da ragazzini, si usavano parole come “f*****” o “f*******”. Per riderne, per sfotterci a vicenda, per scherzare. Forse non pensavamo al significato di quello che dicevamo, o forse ci rassicurava il fatto di poterci sentire parte di un gruppo di uguali. Ci aiutava usare categorie maschiliste perché ci metteva al riparo dalle nostre fragilità che, qualunque origine avessero, restavano per l’appunto nascoste dietro questo teatrino”.

Il calciatore afferma: ”Liberiamoci dal machismo”

Continua nel suo libro: “Ora so che qualcuno di quei compagni può aver sofferto, può essersi sentito sbagliato. Magari ha interrotto il suo percorso sportivo proprio per smettere di sentirsi isolato e sotto assedio. Non esiste il tema, non se ne parla, non lo si considera, non lo si cita per paura di toccare un nervo scoperto che non si sa gestire. […] E la distanza era ricambiata, perché nessuna di queste figure adulte ha mai provato ad aprire quella porta. A mostrare che ci si poteva confrontare liberamente e che nessuno era sbagliato. Ciascuno sperava che a parlare delle questioni “imbarazzanti” fosse qualcun altro, problema risolto”.

Claudio Marchisio omosessualità nel calcio
Claudio Marchisio – giornal.it

Conclude:” Abbiamo estremo bisogno di una rivoluzione dei costumi. Bisogna che l’inconsapevolezza di fondo sparisca. È necessario che il linguaggio comune si liberi una volta per tutte da qualunque ammiccamento machista, da ogni ironia sottintesa quando si parla di orientamenti sessuali. Sono convinto che debba arrivare il giorno in cui i discorsi sulla sessualità, qualunque orientamento questa abbia, perderanno l’aura di malizia che ancora oggi li ammanta”.