Crisi Covid in Campania, oltre 1200 positivi. Proteste a Napoli contro chiusura scuole

La repentina e controversa chiusura delle scuole operata da Vincenzo De Luca, governatore della Campania, nella giornata di ieri e valida per due settimane, ha da subito scaturito diverse opinioni contrastanti, le quali in gran parte si sono scagliate contro questa decisione, a partire dalla stessa ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina.

Proteste a Napoli

La visione della Azzolina, che ha ritenuto “inopportune” le chiusure delle strutture scolastiche della regione è sulla stessa lunghezza d’onda delle persone che sono scese in piazza oggi a Napoli per protestare contro questa misura operata da De Luca: la protesta, operata in paticolar modo dalle mamme di molti studenti e anche da parte dei conducenti di scuolabus, così come il corteo composto da circa 40 di bus scolastici che ha percorso le strade dal lungomare di Napoli fino alla sede della Regione per sollecitare un aiuto economico.

Nuovi contagi

La linea adottata da De Luca è quello dell’anticipare i nuovi contagi, dopo il picco di oltre 1200 nuovi positivi fatti registrare oggi nella regione: “quello che decidiamo oggi avrà gli effetti fra 20 giorni, non c’è quindi da aspettarsi un risultato immediato, ma queste decisioni vanno prese oggi” ha dichiarato il governatore che ha continuato “Abbiamo fatto in dettaglio tutte le valutazioni possibili e immaginabili, col massimo di senso di responsabilità possibile. Quando prendiamo una decisione la prendiamo dopo aver riflettuto, parlato, confrontato le diverse ipotesi con tutte le persone responsabili. È nostro dovere farlo oggi, non tra 20 giorni“, che probabilmente prenderà altre misure ancora più restrittive qualora i contagi non subiranno una frenata: la chiusura delle scuole appare solo come uno dei primi provvedimenti che saranno presi in atto nelle prossime settimane.
“Probabilmente prenderemo decisioni di blocco della mobilità dopo la mezzanotte anche nei prossimi giorni”, ha annunciato. “Faremo un confronto con il ministero dell’Interno e le forze di polizia, perché se prendiamo questa misura occorre che ci siano i controlli e sanzioni rigorose. Quando discutiamo di blocco delle epidemie, chi diffonde l’epidemia anche non usando la mascherina deve essere considerato uno che compie un reato vero e proprio in flagranza, con tutto quello che consegue”, 
ha aggiunto de Luca.