Contrasti sul Covid, Conte non vuole un nuovo lockdown, De Luca invoca misure più restrittive

Ennesimi contrasti tra la posizione del governo e la politica di alcune regioni italiane sulla questione Covid-19, dato l’elevato numero di casi che ogni giorno vengono rilevati nel nostro paese (l’ultimo dato ufficiale parla di oltre 16mila nuovi positivi). Non è la prima volta che le parti si trovano in disaccordo, ed è anche per questo che lo Stato ha dato una certa libertà decisionale alle regioni che a seconda della situazione locale in merito ai positivi, potrà operarsi in maniera relativamente autonoma.



De Luca verso la chiusura

E’ esattamente questa l’intenzione di Vincenzo De Luca, il recentemente rieletto governatore della regione Campania, che da oggi fa partire il coprifuoco notturno, a causa dei numerosi casi positivi che hanno investito il Mezzogiorno: il vulcanico governatore infatti ha chiesto misure molto più restrittive per il territorio nazionale, invocando di fatto un nuovo lockdown per evitare di andare incontro a quanto accaduto la scorsa primavera: poco fa infatti attraverso i propri canali social ha proferito queste parole, anticipando la decisione di ordinare la chiusura totale della regione: “È indispensabile decidere subito il lockdown. I dati attuali sul contagio rendono inefficace ogni tipo di provvedimento parziale. È necessario chiudere tutto, fatte salve le categorie che producono e movimentano beni essenziali (industria, agricoltura, edilizia, agro-alimentare, trasporti). È indispensabile bloccare la mobilità tra regioni e intercomunale. Non si vede francamente quale efficacia possano avere in questo contesto misure limitate. In ogni caso la Campania si muoverà in questa direzione a brevissimo”.

La posizione di Conte

Di diverso avviso, almeno per il momento, il Premier Giuseppe Conte che esclude un lockdown generalizzato, come ribadito al Festival del Lavoro, pur invitando a non abbassare la guardia: “Dobbiamo escludere un lockdown generalizzato ma rimaniamo vigili e pronti a intervenire dove necessario. Il governo è pronto a intervenire in qualsiasi momento. L’attenzione resta altissima, ma dobbiamo contenere il contagio puntando a evitare l’arresto dell’attività produttiva come pure delle scuole e degli uffici pubblici“.