Coronavirus, ISS: “Situazione in rapido peggioramento: Rt a 1,5, necessarie restrizioni. Restate a casa”

Quasi 20mila nuovi contagi giornalieri seppur previsti da diversi esperti del settore, rendono obbligatorie nuove misure relative a chiusure per arginare quanto più possibile nuovi positivi: l’Istituto superiore di sanità, attraverso il consueto monitoraggio settimanale della situazione legata al Covid, definisce la situazione attuale in Italia quantomeno preoccupante, visto che l’indice di contagio Rt, calcolato sui casi sintomatici, è arrivato a 1,5 in alcune regioni, restando su una media di 1,25, come si legge sul report ufficiale dell’Iss “significativamente sopra 1, che indica una situazione complessivamente e diffusamente molto grave sul territorio nazionale, con rischio di criticità importanti a breve termine in numerose regioni e province autonome”.



Nuove misure

Il consiglio generale verso la popolazione è di restare a casa il più possibile evitando spostamenti se non strettamente necessari, oltre a mantenere comportamenti responsabili sull’uso di mascherine e distanziamento sociale. Responsabilizzate anche le Regioni al quale è arrivato l’invito a realizzare una rapida analisi del rischio e a considerare un tempestivo innalzamento delle misure di mitigazione nelle aree maggiormente affette. Giusto oggi il governatore della Campania Vincenzo De Luca ha chiesto ufficialmente al governo di attivare un nuovo lockdown, nonostante il parere per ora contrario del Premier.

Sovraccarico delle strutture

Le misure servono per alleggerire l’enorme carico dell strutture, come comunicato sempre dall’Iss: “Cresce notevolmente e rapidamente il numero di casi di Covid e aumentano ricoveri ospedalieri e quelli in terapia intensiva. Aumenta gradualmente – aggiunge – il numero dei focolai che si rilevano a livello scolastico e soprattutto vanno poste sotto attenzione le attività extrascolastiche”. Le scuole infatti sono da tempo sotto la lente d’ingrandimento, anche se per ora non sembrano ancora frutto di focolai secondo le statistiche, che parlano di una media del 3,5% proveniente dall’ambiente didattico, mentre la stragrande maggioranza di nuovi positivi arriva come sempre dal contesto familiare (oltre l’81%), sebbene al momento rappresenta un contesto di amplificazione della circolazione virale e non il reale motore dell’epidemia.