Renzi contro il DPCM: “Chiederemo di apportare modifiche”. Zingaretti: “Niente opposizione interna”

Il leader di Italia Viva, ex segretario del PD ed ex Premier Matteo Renzi si schiera apertamente contro l’ultimo, discusso, DPCM diramato nelle scorse ore da Giuseppe Conte, che di fatto ha apportato una nuova stretta costituita da altre limitazioni visto il rapido incremento di contagi.



“Teatro e cinema ok”

In particolare Renzi critica la decisione di chiudere strutture legate alla cultura come cinema e teatri, mettendo in dubbio la politica del governo della quale fa anche parte.
Lo si apprende tramite le enews a lui legate, dove riporta testualmente: “Mentre si chiedono (ancora) sacrifici, sarebbe molto utile, secondo me, che il governo chiarisse questi punti. E ci spiegasse quali sono i dati scientifici e le analisi sui quali si prendono le decisioni: i dati scientifici, non le emozioni di un singolo ministro”. L’intenzione dell’ex sindaco di Firenze e quella di chiedere al Premier Conte di apportare alcune modifiche al DPCM nella parte su ristoratori, luoghi di cultura e attività sportiva.

“Niente piedi in due staffe”

L’attuale segretario del Partito Democratico nonchè governatore della regione Lazio ha risposto poco dopo alla posizione di Matteo Renzi, con un riferimento anche agli altri “dissidenti”, sia parte della maggioranza che all’opposizione: “Vedo molti distinguo da esponenti di governo, da forze di maggioranza con iniziative politiche che ritengo incomprensibili, penso che non siano mai stati seri quei partiti che la sera siedono ai tavoli del governo e la mattina organizzano l’opposizione rispetto alle decisioni prese la sera precedente. E’ intollerabile chi ha i piedi in due staffe non è serio sedere al tavolo del governo e poi fare opposizione il giorno dopo“. Un chiaro riferimento ad altri esponenti della maggioranza come Spadafora e Sileri che hanno manifestato dubbi sulla bontà degli ultimi provvedimenti, dubbi condivisi con pressochè tutta l’opposizione politica, e anche da parte di alcune regioni come Zaia, governatore del Veneto.