Lazio, Tare fa luce sui tamponi: “Parametri diversi tra UEFA e Serie A, siamo tranquilli”

Lazio, il direttore sportivo Igli Tare ha provato a far luce sul mistero dei tamponi della Lazio, che rendono disponibili i giocatori in Serie A e poi obbligano gli stessi – almeno alcuni di loro – a dare forfait in Champions League. Il dirigente ha spiegato che i parametri di positività della UEFA sarebbero più stringenti di quelli della Serie A, ripetendo la buona fede della società biancoceleste e paragonando i casi laziali a quello di Hakimi dell’Inter, positivo prima della sfida contro il Borussia Monchengladbach e negativo prima di quella in campionato.


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Lazio, Tare fa luce sui tamponi: “Parametri diversi tra UEFA e Serie A, siamo tranquilli”

Igli Tare è stato intervistato da Sky Sport nell’immediata vigilia di Zenit-Lazio, in corso in questo momento, per parlare del mistero dei tamponi alternativamente positivi e negativi di alcuni giocatori del gruppo allenato da Simone Inzaghi. Queste le sue parole sintetizzate qui dalla redazione di Giornal: “Quando si tratta della Lazio c’è sempre qualcosa da raccontare. Abbiamo fatto dei tamponi regolari la scorsa settimana, abbiamo ricevuto due volte la Procura e abbiamo consegnato tutti i test. Abbiamo rifatto i test venerdì e sabato, erano negativi e domenica hanno giocato.

Poi ieri è successa la stessa cosa accaduta una settimana fa con Pereira e quella ancora prima con Hoedt, ci sono valori che vengono considerati in modo diverso. Ci siamo messi a disposizione totale e ora aspettiamo le decisioni finali, siamo in buona fede e su questo non c’è da discutere. Immobile ci sarà con la Juve? Si, pensiamo possa giocare perché il tampone fatto mezz’ora dopo quello dell’UEFA era negativo, così come Leiva e Strakosha. È un caso simile a quanto accaduto all’Inter con Hakimi”.