Caso Nicola Morra, la maggioranza contro la censura. La destra diserta le commisioni antimafia

Tiene ancora banco la polemica attorno a Nicola Morra, senatore e presidente dell’Antimafia che ha fatto molto parlare di se negli ultimi tempi in relazione alla Calabria: Morra infatti ha recentemente parlato con toni molto decisi sull’elettorato calabrese, colpevole a suo dire di aver scelto le persone sbagliate, dopo aver parlato dell’oramai scomparsa Jole Santelli, pur comprendendo la serietà della malattia: le parole del presidente dell’Antimafia hanno scatenato una sorta di bufera politica che prosegue in questi ultimi giorni.



No alla censura

Morra ha recentemente replicato con un  “Se tocchi la mafia, ti infangano”, dopo che è stata annullata una sua partecipazione al programma di Rai 3 Titolo Quinto, e questo cambio dell’ultimo minuto ha fatto gridare alla “censura” praticamente tutta la maggioranza, a partire dal Partito Democratico per bocca del vicesegretario Andrea Orlando che ha così commentato su Twitter sulla vicenda: “Tocca al direttore generale della Rai o a un direttore di rete stabilire ciò che un esponente politico può dire. Credo che quello che è avvenuto a Morra, al di là delle sue discutibilissime opinioni, costituisca un precedente gravissimo per la vita democratica” ed è dello stesso avviso anche Michele Anzaldi, deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai: “Rai censura Morra, gravissimo precedente”.

La destra chiede dimissioni

Tutta la destra italiana si concentra sulla figura di Nicola Morra, chiedendone le dimissioni a partire da Matteo Salvini, leader della Lega, e anche da parte di Mara Carfagna (“Basta Nicola Morra, ad un certo punto bisognerebbe avere il buon gusto di tacere ed andare a casa. Sbagliare è umano perseverare è diabolico“). Lega e Fratelli d’Italia hanno reso noto attraverso una nota al Senato che non prenderanno parte alle commissioni Antimafia.
Da una parte del Movimento 5 Stelle arrivano delle difese, seppur parziali come quelle di Paola Taverna: “non condivido le parole di Morra ma ancor meno condivido la decisione della Rai di censurare la sua partecipazione ad un programma”, mentre Marco Pellegrini ricorda che “Morra ha chiesto scusa per le parole sulla Santelli, chi candida i Tallini di turno, chi candida cialtroni che trafficano voti della mafia non si è ancora scusato, non ha ancora chiesto perdono al popolo italiano per aver portato nelle regioni e in Parlamento gente infima e pericolosa”.