Valentina Pitzalis a Verissimo – “Ora l’incubo è quasi finito”

VALENTINA PITZALIS verissimo

Valentina Pitzalis si racconta a Verissimo, in occasione della puntata speciale dedicata alle donne e contro la violenza di genere. La sua storia risale al 2011, quando subisce un tentato femminicidio per mano dell’ex marito: l’uomo ha cercato di darle fuoco incendiando la casa di Bacu Abis in Sardegna.



Valentina Pitzalis ha condiviso diverse volte quanto le è successo e nonostante sia una vittima, ha subito una vera e propria campagna d’odio da parte della famiglia dell’ex marito. Ancora oggi c’è chi la guarda con sospetto, nonostante le cicatrici morali e fisiche siano ancora ben visibili sul suo corpo e nella sua anima.

Valentina Pitzalis a Verissimo – “Sono stata minacciata di morte”

Sono stati tanti gli incubi vissuti da Valentina Pitzalis, quelli che lei definisce come i suoi inferni. “Io mi considero un monito, non un esempio”, sottolinea subito prima di ripercorrere velocemente la vicenda. “Mi è stata fatta una colpa del fatto che io sia sopravvissuta e la mia colpa più grande è stata di scrivere un libro in cui ho osato a raccontare quanto mi era accaduto, invece di chiudermi in casa a piangere”, ha aggiunto, “Non ho seguito il manuale della vittima perfetta, mi hanno fatto sentire sbagliata”. Valentina infatti si è salvata dalla furia dell’ex marito, morto nello stesso incendio che sarebbe dovuto servire a cancellare del tutto la vita della donna.

“Bruciavo per 20 minuti, nel senso che nessuno mi ha spento. Io ero lì, respiravo, la mia essenza andava a fuoco. Piangevo”, racconta ancora. In quel momento, Valentina Pitzalis non aveva alcuna cognizione di quanto stava accadendo attorno a lei. Non sapeva nemmeno che l’ex marito fosse già morto, credeva che se ne fosse andato via dopo averla aggredita. Poi il coma farmacologico, la perdita di una mano e “quell’inferno parte seconda” che ha preceduto quello succcessivo. “Questi nove anni sono stati all’insegna di una campagna d’odio e di diffamazione pazzesca e ferocissima da parte dei genitori di Manuel che sostenevano che io fossi la reale carnefice e che abbia ucciso il loro figlio”, dice ancora. La Pitzalis infatti è finita sotto ai riflettori più volte e l’opinione pubblica si è spaccata a metà di fronte alla sua storia.

L’incubo non è ancora finito

Le autorità non sembrano aver mai avuto dubbi su quanto accaduto quel giorno in Sardegna e per questo hanno chiuso l’inchiesta in poco tempo. I genitori di Manuel però si sono sempre opposti al verdetto e hanno accusato Valentina Pitzalis di essere la vera artefice di tutto. “Ci hanno provato due volte e non è andata bene perchè non c’era nessun elemento, ma una terza volta, nel 2017, sono riusciti a farla riaprire”, racconta. Nei tre anni successivi, il telefono di Valentina e quello dei suoi familiari sono stati intercettati per sei mesi. “Ho sempre avuto fiducia nella giustizia perchè sapevo di aver fatto niente”, dice, “sono stata minacciata di morte, sui social mi auguravano cose terribili, anche dopo tutto quello che avevo subito. Io però ho deciso di praticare la felicità anche perché non voglio dargliela vinta in alcun modo”.

Valentina è riuscita persino a perdonare il suo ex marito: con la sua stessa vita, ha pagato tutto ciò che le ha fatto. Ad un certo punto ha smesso semplicemente di provare rancore e coltivare l’odio, perchè quei sentimenti l’avrebbero mangiata dentro. Alla fine la Pitzalis ha vinto la causa contro i genitori di Manuel, ma la coppia si è dichiarata nullatenente e questo vuol dire che avrebbe dovuto sostenere lei tutte le spese, per un totale di circa 98 mila euro. “L’associazione ‘Fare del bene Onlus’ ha attivato una campagna, che partirà il 25 novembre, dal nome ‘Aiutiamole'”, conclude: solo grazie all’aiuto dell’associazione e di chi vorrà sostenerla potrà “Chiudere definitivamente i conti con il passato”.