Covid: gli effetti psicologici devastanti

In questi mesi di emergenza sanitaria, abbiamo imparato a conoscere i sintomi del Coronavirus a livello fisico, da quelli più frequenti, come per esempio le manifestazioni respiratorie, fino alla sintomatologia più rara, come quella cutanea.



Quando si parla dell’emergenza sanitaria, però, è il caso di soffermarrsi pure sulle ripercussioni psicologiche, che possono essere devastanti. Se ti stai chiedendo quali siano, nelle prossime righe puoi trovare alcune precise specifiche in merito.

Covid-19: l’impatto psicologico

Gli esperti che in questi mesi si sono soffermati sugli effetti psicologici del Covid-19, hanno messo in primo piano la necessità, nei prossimi anni, di non trascurare gli effetti psicologici riguardanti i più giovani che, nel 2020, si sono trovati da un giorno all’altro isolati dal mondo e con l’impossibilità di relazionarsi con i propri coetanei, il gruppo dei pari con il quale ci si identifica nel corso della crescita e che rappresenta un riferimento fondamentale per l’evoluzione della propria personalità.

Da non dimenticare sono anche i danni creati dalla cosiddetta sindrome della capanna, una tendenza a considerare il proprio nucleo abitativo l’unico contesto davvero sicuro (con ovvie conseguenze relative alla paura di uscire).

Si potrebbe andare avanti ancora molto a parlare dei danni psicologici derivanti dall’emergenza sanitaria. Gli esperti, che nel corso della prima ondata hanno individuato soprattutto una forte paura del contagio, nel corso della seconda, che sta investendo tutta Europa, hanno riscontrato in particolare ripercussioni psicologiche legate in particolare alla paura del futuro.

Questo si traduce spesso in situazioni problematiche come l’insonnia e gli attacchi di panico. Un altro aspetto sul quale vale la pena soffermarsi riguarda le violenze domestiche, dramma che è realtà nel corso di tutto l’anno ma che, con l’isolamento, ha portato tantissime donne a dover convivere con il loro aguzzino.

Nel corso dei mesi sono state organizzate della campagne di comunicazione con lo scopo di invitare chi si trova in questa situazione a denunciare -p.e. l’iniziativa legata all’espressione “mascherina 22” – la situazione maltrattante.

Come affrontare queste situazioni? Innanzitutto non avendo paura di parlare e denunciare in caso di episodi di violenza. Per quanto riguarda invece circostanze in cui non si ha a che fare con reati, è cruciale ascoltare il proprio corpo e la propria mente, non negare il disagio psicologico, non isolarsi e valutare l’aiuto di uno psicologo. In questo periodo, ci sono diversi servizi anche gratuiti messi a disposizione dai Comuni o dai singoli professionisti.